Quando si parla di grandi nomi del passato pochi sanno reggere il confronto con Alessandro il Grande.
Divenuto re di Macedonia appena ventenne, si rese protagonista di una folgorante e inarrestabile marcia di conquista che lo condusse dalla Grecia verso terre sempre più lontane come l'Egitto, la Persia e l'India.
Ma Alessandro non sarebbe stato Alessandro senza qualcuno che, prima di lui, trasformò quella che era una terra di pastori in una grande potenza militare.
L'uomo che ha dato ad Alessandro i mezzi per realizzare la sua impresa e senza i quali egli mai si sarebbe potuto sognare di varcare anche solo l'Ellesponto.
L'uomo che civilizzò "alla greca" un popolo semibarbaro e che, battaglia dopo battaglia, ottenne la supremazia sull'Ellade sottomettendo le città-Stato.
L'uomo che inviò i suoi fedeli generali in Asia Minore con lo scopo di creare un sicuro approdo per la grande spedizione contro l'Impero Persiano.
L'uomo che creò la sarissa, l'arma che avrebbe cambiato il modo di fare la guerra.
Un uomo che della sua prigionia fece tesoro per apprendere le tattiche nemiche e, una volta tornato in patria, come neutralizzarle.
Quell'uomo che si è letteralmente costruito da solo risponde al nome di Filippo II, il padre di Alessandro, chiamato da alcuni anche Filippo il Grande.
Unificatore dell'Ellade, fondatore della Lega di Corinto, non solo un re ma un vero generale come pochi altri.
Durante il mio viaggio in Macedonia nel 2026 (parlo della VERA Macedonia, la regione greca) ho avuto modo di visitare diverse mete legate alla dinastia degli Argeadi che ho anche documentato con una serie di video sul mio canale TikTok.
Tra queste la più importante, evocativa ed emozionante è stata sicuramente la tomba di Filippo a Vergina.
Il grande tumulo sepolcrale, che per certi aspetti esterni ricorda le tombe a tumulo da me esplorate a Populonia, presenta due dromos di accesso, oggi trasformati in punto d'ingresso l'uno e di uscita l'altro, che conducono alcuni metri sotto il livello del suolo.
L'interno della tomba è oggi completamente musealizzato e accessibile previo biglietto.
All'interno si possono ammirare i resti delle antiche camere sepolcrali nelle quali sono state rinvenuti i resti di diverse persone legate o imparentate per via acquisita agli Argeadi.
Esposta in una grande teca di vetro è possibile ammirare la bellissima panoplia completa di scudo e xiphos appartenuta e indossata in battaglia proprio da Filippo.
Ma l'attrattiva principale è sicuramente l'urna d'oro (larnax) con l'effige del Sole a sedici raggi (lo stemma degli Argeadi) nella quale sono custoditi proprio i resti ossei del grande condottiero.
Filippo infatti venne cremato ma i suoi resti non furono ridotti completamente in cenere e vennero raccolti in un larnax collocato poi all'interno di un più grande sarcofago di pietra.
Appesa sopra l'urna è presente una corona funebre di ghirlanda dorata.
Nella medesima stanza è presente un'altra urna simile contenente i resti di una donna non ancora identificata con certezza, forse Meda di Odessa oppure Cleopatra Euridice (assassinata con il figlio neonato Carano da Olimpiade d'Epiro, madre di Alessandro Magno), una delle mogli più giovani di Filippo con uno dei figli; in alternativa sono state avanzare ipotesi che la sepoltura possa appartenere a Cinane, sorellastra di Alessandro, o a sua figlia Euridice II.
La presenza di armi nel corredo funerario della donna in questione sembra tuttavia restringere il campo teorico a soli due nomi, Cinane e Meda.
Il resto del corredo presente nella tomba comprende vasellame di valore, armi di varia tipologia, oggetti legati alla guerra ma anche suppellettili, monili e altro ancora.
Per preservare l'immersività della visita i gestori del luogo hanno deciso di preservare l'intero ambiente interno buio e poco illuminato, così da far sentire il visitatore come un vero Indiana Jones (o una Lara Croft se siete donne) che si addentra per la prima volta in una tomba sigillata da millenni.
Inizialmente era stata proposta, al tempo della scoperta della tomba nel 1977, l'identificazione dell'occupante principale come Filippo Arrideo, fratellastro di Alessandro.
Tuttavia alcuni segni rinvenuti sui resti ossei compatibili con quelli riportati dalle fonti circa le ferite riportate in battaglia da Filippo II e il corredo funerario permisero di attribuire senza alcuna ombra di dubbio la sepoltura al grande re guerriero che cambiò per sempre il volto della Grecia e spianò la strada iniziale al conquistatore più osannato di tutti i tempi.
Le antiche tombe sono in assoluto i luoghi che preferisco esplorare e tra tombe etrusche nella regione in cui vivo, micenee in Grecia, faraoniche visitate nel 2023 in Egitto, romane e altre posso dire di averne toccate a decine e decine (molte documentate su questo stesso sito), ma l'emozione di trovarmi a meno di un metro da un simile uomo è stata pari a quella provata nel 2023 alla tomba di Leonida a Sparta o in Egitto nella tomba originale della regina Nefertari, qualcosa che quasi nessun nome del passato tra quelli attualmente scoperti riesce a eguagliare.
Riguardo quelli non ancora scoperti è un'altra storia...












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