lunedì 24 novembre 2025

Due guardiani immortali




Nelle profondità dell'Egitto, poco distante dalla Valle dei Re e scendendo verso sud lungo la sponda occidentale del Nilo, due colossali statue si ergono maestose sedute su dei troni di pietra.

I Colossi di Memnone sono due enormi monumenti raffiguranti il faraone Amenofi III. Eretti oltre 3400 anni fa, dopo la conquista persiana dell'Egitto, Cambise II fece mutilare i volti delle statue, tagliandone le orecchie e la bocca.
Il nome originario del faraone e lo scopo delle statue andò perduto col tempo, man mano che il tempio funerario vicino si sgretolava e la cultura greca si sostituiva a quella egiziana.
Il nome attuale con cui sono conosciute queste statue fu coniato dagli storici greci, che le associarono all'eroe e semidio mitologico Memnone, ucciso da Achille nella guerra di Troia.
La statua di destra infatti emanava all'alba singolari rumori, come di bronzo percosso, causati dal riscaldamento solare della roccia, che gli antichi greci e romani interpretavano come il saluto dell'eroe alla madre Eos, Dea dell'aurora.
Questa strana statua "parlante" attirava la curiosità di viaggiatori e viaggiatrici.
Nel terzo secolo d.C. cessano le notizie e gli epigrammi celebrativi della "voce" della statua, probabilmente per un crollo o per una modifica strutturale della pietra, i rumori non furono più avvertiti.
Due figure più basse sono scolpite sulla parte anteriore del trono, vicino alle gambe del faraone: la moglie Tiy e la madre Mutemuia.
La funzione originale dei Colossi era di stare a guardia dell'entrata del cosiddetto "Tempio di Milioni di Anni": un gigantesco centro di culto costruito quando il faraone era ancora in vita, dove venne riconosciuto come incarnazione in terra del Dio, sia prima che dopo la sua partenza da questo mondo.
Ai suoi tempi, questo tempio perduto era il più grande ed opulento nell'intero Egitto con una superficie di 35 ettari.
In entrambe le statue il faraone è rivolto verso est, in direzione del Sole nascente e la cosa è tutt'altro che casuale.
Amenofi III infatti fu il primo monarca d'Egitto ad avere una predilezione verso l'adorazione, sulle altre divinità, del Dio Sole Aton.
Suo figlio, Amenofi IV, riprenderà tale culto e mutando il proprio nome in ossequio a questa divinità diventerà uno dei più noti sovrani della Storia egizia, artefice insieme alla consorte Nefertiti del più grande stravolgimento dottrinale dell'antichità: diverrà noto come il faraone eretico Akhenaton.




Il luogo ove sorgono i Colossi, dunque, rappresenta altresì il punto di partenza dove un Akhenaton ancora fanciullo apprese i fondamenti di quella che nei decenni successivi avrebbe assunto l'aspetto di una rivoluzione religiosa volta all'adorazione di un Dio unico e che sarebbe stata denominata "eresia amarniana". 

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