Nel cuore della moderna Sparta si trovano delle rovine protette da una recinzione, senza alcuna descrizione di cosa si tratti.
A uno sguardo inconsapevole possono apparire come un semplice cumulo di sassi di un'altra epoca, eppure quelle pietre se potessero parlare racconterebbero una storia ben diversa.La storia di un re sessantenne che partendo da Sparta con la Guardia Reale di 300 uomini (vale a dire il meglio del meglio che Sparta potesse schierare su un campo di battaglia, e già con gli opliti regolari poteva vantare il miglior esercito della Grecia), sotto il caldo Sole di agosto e con un armamentario addosso che pesava complessivamente intorno ai 20 kg, percorse centinaia di km a piedi per raggiungere il passo delle Termopili.
Lì, il re e i suoi 300 affiancati da qualche migliaio di altri greci, affrontarono un'armata di centinaia di migliaia di soldati.
La battaglia durò ben tre giorni, prima della disfatta delle forze greche.
Una sconfitta che risollevò l'animo dei greci e li portò a unire le forze e vincere la guerra nelle battaglie successive.
I caduti trovarono sepoltura alle Termopili mentre il corpo del re, inizialmente tumulato sul posto, alcuni anni più tardi venne trasportato a Sparta e sepolto, pare, sotto un grande monumento edificato a memoria eterna del suo coraggio e abnegazione.
L'ubicazione di quel monumento perduto sembrerebbe coincidere con quelle che oggi sono le pietre sopra descritte e il nome di quel re valoroso che probabilmente lì riposa è ancora oggi leggenda.
Un nome che come eco dal passato sussurra il valore di pochi contro molti in difesa della libertà, in un felino ruggito che ben si addice al significato del suo nome.
Il suo nome significava "figlio del leone".
Quel re, discendente del leggendario Eracle, è ancora oggi il più nominato ogni volta che si parla di Sparta.
Quel re che qui giace e a cui ancora oggi gli spartani portano fiori.
LEONIDA.




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