giovedì 8 gennaio 2026

Il castello di Bari


Ai margini della cosiddetta "città vecchia" di Bari, un maestoso e imponente castello cattura completamente l'attenzione dell'ignaro visitatore mettendo in ombra qualunque altra bellezza da vedere nell'area.

Si tratta del Castello Normanno-Svevo, una fortezza medievale che ha visto passare tra le sue mura alcuni dei nomi più illustri di quei casati che hanno avuto dominio o più o meno influenza nel sud della penisola.
Scopriamo insieme l'origine e la Storia di questo luogo ultra centenario che, come ogni posto descritto sul mio sito, ho avuto il piacere di ammirare con i miei occhi e la cui genesi potrebbe addirittura essere riscritta.





Origine e storia:

Voluto dal re normanno Ruggero II nel 1132, il castello venne distrutto nel 1156 dagli stessi baresi.
Solo nel 1233 venne ricostruito per ordine dell'imperatore Federico II e dal quel momento, per i successivi quattrocento anni, passò più volte di proprietà a seconda delle famiglie nobili che si alternavano al potere nella città.
Il primo tra questi a possedere il castello fu Ferrante d'Aragona, grande condottiero che arrivò a combattere in tutta la penisola e portò un lungo periodo di ricchezza e prosperità al suo regno.
Costui donò il castello alla famiglia ducale degli Sforza i quali ampliarono notevolmente la struttura e in particolar modo la rocca.
Passato successivamente alla duchessa Isabella d'Aragona, per suo ordine il castello venne ulteriormente fortificato al fine di resistere anche a eventuali attacchi condotti con le moderne armi da fuoco.
Costei passò in eredità i suoi averi, tra cui il castello, alla figlia Bona, regina di Polonia che qui vi trascorse gli ultimi istanti di vita nel 1557.
Nel 1696 un fulmine colpì il deposito di polvere da sparo situato in una delle torri, evento che provocò una colossale esplosione che distrusse non solo parte del castello ma rase al suolo anche il vicinato.
Dopo essere passato sotto il controllo del Regno di Napoli il castello venne ricostruito e ulteriormente fortificato, adibito alla funzione di prigione prima e caserma in seguito.
Oggi il castello si presenta circondato dall'antico fossato che corre lungo tre lati, ad eccezione della fascia settentrionale un tempo bagnata dal mare.
Oltre il fossato c'è la cinta di difesa, di epoca aragonese, munita di grandi bastioni angolari a lancia.
Al castello si accede dal lato sud varcando il ponte sul fossato, entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi ed il mastio svevo.
Nella seconda parte del XX secolo, il Castello fu scelto quale sede per ospitare un primo nucleo di opere e venne aperto per la prima volta al pubblico nel 1957. 
Successivamente per molti anni è stato sede degli uffici della Soprintendenza e dal dicembre 2014 è gestito dal Ministero della Cultura tramite la Direzione Regionale Musei della Puglia.
Il 3 ottobre 2017 ha riaperto al pubblico (seppur solo il primo piano) con alcune sale ristrutturate e nuovi reperti in mostra.
Ospita tra le altre cose una gipsoteca riguardante i calchi in gessi di fregi e bassorilievi effettuati in molte chiese medievali pugliesi.





Nuove teorie:

La data del 1132 viene comunemente considerata la data di costruzione del primo nucleo del castello, ossia quello svevo.
Qui sotto, in una moderna raffigurazione grafica, è possibile confrontare la versione originale della fortezza con i successivi ampliamenti apportati dagli Aragonesi.







Tuttavia non vi sono attestazioni certe circa la data di messa in posa della prima pietra di fondazione, pertanto si prende per buono l'anno 1132 che corrisponde al primo ordine di Ruggero II di creare una nuova fortificazione nella città di Bari.
Innumerevoli ritrovamenti di reperti di epoca romana e addirittura greca avvenuti nell'area, però, hanno indotto gli archeologi a ipotizzare che sì, l'inizio della costruzione del castello potrebbe essere l'anno 1132, ma esso potrebbe essere stato eretto sui resti di una precedente fortificazione ancora più antica.
Sembrerebbe infatti che nelle "Satire" di Orazio (35 a.C.) e negli "Annali" di Tacito (114 d.C.) si faccia riferimento proprio ad un qualche tipo di fortezza situata nell'area ove sorge il castello.
Sappiamo come le fonti letterarie debbano SEMPRE essere poi confermate dalle evidenze archeologiche poiché chiunque può commettere errori nel trascrivere un dato, oggi come duemila anni fa.
In questo caso tuttavia siamo dinnanzi ad un parziale riscontro archeologico, che può diventare totale qualora nuove ricerche portassero alla luce non solo manufatti che potrebbero essere giunti sul posto tramite commerci, ma anche resti di un precedente edificio.
Se ciò avvenisse la storia di questa colossale fortificazione, di cui a noi è pervenuto l'aspetto medievale, potrebbe essere retrodatata di circa due millenni e affondare le sue radici nel passato antico della bellissima città di Bari.


Conclusione:

Quando mi recai sul posto il castello era chiuso, pertanto (non essendo una delle vecchie rovine incustodite sperdute tra i monti che sono solito esplorare ma essendo gestita da un ente statale) dovetti accontentarmi di esplorare le sole parti esterne e scattare le poche fotografie qui presenti.
Conto di fare presto ritorno a Bari e approfondire ulteriormente l'argomento.
Invito però chiunque ami la Storia e la cultura, se transitate in zona, a non farvi mancare questo luogo imponente capace, già solo ammirandolo dall'esterno, di riportarvi con la mente a ritroso nel passato, al tempo dei cavalieri e della nobiltà.



Nessun commento:

Posta un commento