Fin dal III secolo a.C. la città etrusca di Pisa orbitava nella sfera romana.
Non come una città qualsiasi ma come porto militare e avamposto da cui i romani partirono per le loro campagne contro Liguri, Galli e Cartaginesi.
A Pisa i romani stanziarono non solo le legioni ma poiché al tempo la città era bagnata dal mare, vi ormeggiarono una potente flotta da guerra.
Nel 187 a.C. tuttavia i Liguri devastarono completamente la città e poco rimase della Pisa precedente a questa data.
Cacciati i nemici i romani iniziarono la ricostruzione dell'abitato e nel I secolo a.C. sotto Giulio Cesare la città venne rinominata Colonia Iulia Opsequens Pisana in ossequio alla gens del Dictator diventando ufficialmente una colonia di Roma.
La città precedente, quasi totalmente scomparsa, subì così una metamorfosi urbanistica a immagine delle tipiche colonie che Roma era solita fondare (o rifondare come in questo caso).
La neo colonia affrontò restauri urbanistici e da grande caserma quale era un tempo venne trasformata in luogo di relax e benessere per le classi romane più ricche e agiate.
Come ogni città romana anche Pisa aveva il suo foro (ubicato dove oggi sorge Piazza dei Cavalieri), il suo acquedotto e al tempo di Domiziano il suo centro termale, oggi chiamate erroneamente Terme di Nerone, unico sito archeologico di epoca romana (già trattato precedentemente in QUESTO articolo) rimasto in città a causa della demolizione degli edifici antichi e del reimpiego dei materiali avvenuto nel Medioevo.
Questo sito, così come le navi romane in perfette condizioni recuperate negli ultimi 30 anni nel quartiere San Rossore ove sorgeva il porto ed esposte oggi al Museo delle Navi Antiche o i sarcofagi romani esposti al Camposanto Monumentale, testimonia il passato di Pisa come colonia romana.
Altro riferimento a Roma è la lupa capitolina che allatta Romolo e Remo collocata in prossimità della Torre Pendente, anche se si tratta di un monumento decisamente più vicino ai giorni nostri.
Come già accaduto per altre città dunque, i romani rilevarono l'insediamento indigeno pre esistente e devastato e lo trasformarono in una loro colonia.
Grazie a Roma la città di Pisa risorse dalle proprie ceneri, non è strano dunque che in epoca repubblicana i pisani si sentissero talmente orgogliosi del proprio passato romano da definire la loro città come una "seconda Roma", tentando di emularne la gloria e divenendo una Repubblica Marinara potentissima.
Piccola curiosità...
Nel 218 a.C. (secondo altre fonti nel 225 a.C.) avvenne uno dei tanti assalti dei Liguri ai danni della città.
Una donna romana di nome Marzia (o Marcia), mentre contemplava il cielo notturno ai margini cittadini notò le fiaccole nemiche in avvicinamento e non esitò ad allarmare le legioni stanziate a Pisa le quali, dopo una furiosa battaglia, riuscirono a respingere gli invasori.
La vicenda ricorda molto da vicino la storia medievale della coraggiosa Kinzica de' Sismondi, ma con alcune differenze.
Sembra infatti che Marzia non si limitò a svegliare e allarmare la popolazione ma che, impugnando gladio e scudo, abbia combattuto al fianco dei legionari contribuendo a infliggere ai nemici perdite pesantissime.
Pisa vanterebbe dunque nel suo passato romano la presenza di una donna guerriera dal coraggio non indifferente.








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