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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

lunedì 15 settembre 2025

Giza: la verità sulle piramidi



Per dovere di cronaca, vista la cattiva informazione che circola in merito divulgata da ex professori in pensione con il feticcio per l'ufologia e i film di fantascienza a base di alieni, si rende necessaria ( nel ventunesimo secolo dopo Cristo, lo so sembra assurdo ) una spiegazione sulla genesi delle piramidi egizie, cominciando proprio dalla struttura che a queste fa da base: la mastaba.

Vado a riportare qui di seguito l'estratto dal mio libro "La Prima Regina" dove, tra le altre cose, tratto l'argomento piramidi.


- L'usanza di elevare un tumulo in pietre sulle sepolture, in origine scavate nel terreno, derivava dal desiderio di proteggere i corpi dagli animali predatori; con l'evoluzione delle civiltà egizia, e segnatamente per le sepolture di maggiorenti, personaggi di rango della corte e degli stessi re, si giunse all'ampliamento dell'originale, spesso informe, tumulo strutturandolo architettonicamente in forma tronco piramidale, anche a voler simboleggiare il monticello, personificato in Tatenen, emerso dall'oceano primordiale, il Nun.
La forma squadrata delle strutture rinvenute archeologicamente fece loro assegnare il moderno nome di mastaba per assimilazione con le panche che normalmente si trovano dinanzi abitazioni locali.
Il complesso "mastaba" è essenzialmente costituito da tre parti:

1) una massiccia sovrastruttura, generalmente in mattoni di fango, a volte ricoperta da lastre di pietra calcarea.
Ha la forma di un lingotto appoggiato sulla superficie di campagna a protezione delle strutture sotterranee.
La forma tronco piramidale deriverebbe dalla constatazione pratica di quanto precedentemente avveniva con le pareti rivestite in pali di legno ricoperti di fango: dato il peso del fango stesso, questo scivolava verso il basso creando uno strato più spesso rispetto al livello più alto dando perciò la sensazione si trattasse di una parete inclinata.
Originariamente tale sovrastruttura non presentava ambienti interni ed era perciò costituita esclusivamente da mattoni sovrapposti;

2) una parte sotterranea scavata nel terreno, con un pozzo di accesso verticale, costituita dalla camera funeraria che ospitava il defunto.
In superficie il pozzo si estendeva, all'interno della sovrastruttura, fino alla sommità;

3) una cappella di culto con una falsa porta e una tavola per offerte funebri.
Sita originariamente sul lato esterno della sovrastruttura tale cappella venne successivamente spostata all'interno con le sepolture della II dinastia.
Sia la sovrastruttura, sia l'appartamento sotterraneo, come pure la cappella di culto, divennero più complesse durante la V e la VI dinastia con l'aggiunta di stanze interne alla sovrastruttura, con grandi superfici decorate, che giunsero a occupare l'intera area della tomba; analogamente più complessi divennero gli appartamenti sotterranei e le cappelle.
Usata da sovrani delle dinastie thinite questo tipo di struttura resterà poi caratteristica dei funzionari di Corte tra cui visìr, scribi, nobili anche nelle dinastie successive.
L'evoluzione della mastaba portò alla nascita della cosiddetta piramide perfetta che avrà il suo culmine con la IV dinastia e i complessi funerari più famosi di Khufu (Cheope), Khafra (Chefren) e Menkhaura (Micerino).
Primo complesso piramidale, diretta evoluzione della mastaba, fu la piramide a gradoni progettata dall'architetto Imhotep e voluta dal re Djoser, nota appunto come piramide di Djoser.
Il complesso, che prevede ampie aree e spazi, nacque effettivamente come mastaba, con un pozzo verticale e un appartamento sotterraneo; su questa mastaba originale vennero innestate altre tre mastabe sovrapposte alla prima, con lato a mano a mano decrescente, così da creare una serie di quattro gradoni.
Successivamente, si decise architettonicamente di aumentare ancor più l'altezza della sovrastruttura con due ulteriori mastabe, ma per ottenere tale risultato, si spostò l'asse centrale della struttura talché il pozzo verticale e l'appartamento funerario, molto articolato e complesso, risultarono non più al centro della sovrastruttura.
Oltre a quello di Djoser, sono noti a oggi solo altri tre grandi complessi, attribuibili alla III dinastia, comprendenti una piramide a gradoni come evoluzione di una màstaba[6]: a Saqqara, la piramide di Sekhemkhet; a Zawyet el-Aryan, attribuibile forse al re Khaba; a Meidum, attribuibile a Huni, ma successivamente usurpata da Snefru che la trasformò in una piramide perfetta.
È bene ricordare che, nel passaggio dalle piramidi a gradoni ( o altresì mastabe impilate l'una sull'altra ) alle piramidi perfette, diversi furono i tentativi culminati in fallimenti, con strutture lasciate incompiute o geometricamente imperfette come la cosiddetta "piramide romboidale".
Nessuna struttura messa in piedi al primo tentativo grazie all'aiuto di visitatori giunti dal cielo, dunque, ma solo il frutto dell'ingegno umano e di tanti fallimenti prima di arrivare ai risultati ancora oggi ammirabili a Giza, con tanto di passaggio evolutivo: mastaba -----> piramide a gradoni -----> piramide romboidale -----> piramide perfetta.
Un'evoluzione nel tempo che CHIUNQUE si rechi a Saqqara può vedere con i propri occhi, ma non solo.
In tutto l'Egitto esistono la bellezza di 135 piramidi, oltre a quelle di Giza.
Avete capito bene, 135 piramidi, alcune integre come le su menzionate a Giza e a Saqqara o la cosiddetta piramide rossa nell'area del Dashur o le eleganti e piccole piramidi nubiane più a sud, altre crollate e altre ancora tentativi di costruzione falliti e incompiuti ( un colpo veramente basso per i sostenitori delle teorie ufologiche. Dov'erano gli alieni durante quei lunghi decenni di fallimenti? ). -


                 



Durante la mia esplorazione dei luoghi più iconici dell'Egitto avvenuta nel 2023, non potevo farmi mancare una tappa a Giza per ammirare con i miei occhi quelle strutture ancora oggi motivo di complottismo.
Ma non mi sono limitato a osservarle dall'esterno, bensì sono entrato anche all'interno della Grande Piramide documentandone gli stretti corridoi fino alla camera sepolcrale con il sarcofago in pietra.

Io nella camera sepolcrale dentro la Grande Piramide 



I due video, disponibili entrambi sul mio canale TikTok, mostrano ambienti interni assai spogli ( oltre che estremamente stretti ) e privi delle decorazioni o testimonianze scritte che invece si riscontrano in piramidi di epoche successive.
La piana di Giza è un luogo archeologico di rara bellezza, ove oltre alle tre piramidi principali sono presenti anche piramidi minori, la Grande Sfinge e resti di innumerevoli strutture con più di quattromila anni, come il tempio della mummificazione.
È il simbolo per eccellenza dell'Egitto durante quel periodo della sua Storia conosciuto come Antico Regno. 


             





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