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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

venerdì 19 settembre 2025

Il Colosseo: gloria di Roma

«Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;

quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo»

- (Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)







Originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio, il Colosseo venne costruito all'interno dell'area del Foro Romano tra il 70 d.C. (sotto il governo di Vespasiano) e l'80 d.C. (governo di Tito il quale lo inaugurò).
Dal 1980 è inserito tra i patrimoni UNESCO.





Il Colosseo ospitava giochi di vario tipo: dalle lotte tra animali alle esecuzioni capitali da parte di animali feroci, dai combattimenti tra gladiatori alla riproduzione di antiche battaglie sia campali che navali (ma senza squali nell'arena, chi vuole capisca).
Le attività, quando avvenivano, seguivano un programma preciso: la mattina potevano esserci i combattimenti fra gli animali o fra un gladiatore e un animale, all'ora di pranzo potevano essere eseguite le condanne a morte e nel pomeriggio i combattimenti fra gladiatori.
Per l'inaugurazione dell'edificio l'imperatore Tito diede dei giochi che durarono tre mesi, durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e 9.000 animali.
Per celebrare il trionfo di Traiano sui Daci, invece, vi combatterono 10.000 gladiatori.
Gli ultimi combattimenti nell'arena sono registrati nel 437, ma l'anfiteatro fu ancora utilizzato per le uccisioni di animali fino al regno di Teodorico il Grande.




Un mito che è doveroso sfatare è che tutti i combattenti fossero schiavi o condannati.
Certamente molti lo erano, prigionieri di guerra o gladiatori addestrati sotto schiavitù non troppo diversi da quello Spartaco (il quale proveniva da un'altra arena) che si ribellò a Roma, creò un vero e proprio esercito di gladiatori e diede il via a una delle guerre interne più sanguinose e difficili mai combattute dai romani.
Ma non tutti.
Molti gladiatori erano cittadini, magari gente indebitata o che aveva problemi con le istituzioni, che sceglievano volontariamente di sottoporsi all'arena al fine di incassare somme cospicue o come modo alternativo per scontare una pena.
Altri, invece, lo facevano per fame di gloria.
I gladiatori erano infatti delle vere superstar nell'antica Roma, non troppo diversi dai moderni campioni degli sport da ring.




I gladiatori erano divisi in categorie in base agli armamenti e allo stile di lotta.
Ad esempio vi erano i mirmilloni, col volto interamente coperto dall'elmo, armati di gladio e di un grande scudo rettangolare.
Gli hoplomachus, armati di lancia e con un piccolo scudo rotondo.
I reziari, che combattevano senza scudo e armati di tridente e diverse altre categorie.
Il Colosseo è il più grande anfiteatro romano del mondo, in grado di contenere tra le 50.000 e le 87.000 persone.
È il più importante anfiteatro romano in assoluto, nonché il più imponente monumento dell'antica Roma che si sia preservato fino ai giorni nostri, seppur una parte della struttura sia crollata e le sue macerie servite per la costruzione di altri edifici in giro per Roma. 





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