Documentata fin dall'anno 1025 come oratorio, la Chiesa di San Michele degli Scalzi a Pisa assunse in seguito il ruolo di edificio di culto quando due secoli più tardi in essa si stabilirono i monaci pulsanesi detti "gli scalzi".
È parzialmente rivestita di marmo (proveniente dalle vicine cave di San Giuliano) in stile romanico pisano, lo stile architettonico nato a Pisa al tempo in cui la città era una potente Repubblica Marinara.Il romanico pisano si diffuse anche ai territori controllati dalla Repubblica di Pisa come Corsica e Sardegna e in diverse zone alla Toscana in cui la città esercitava influenza, soprattutto la fascia settentrionale da Lucca fino a Pistoia.
Lo stile che si afferma a Pisa intorno all’XI secolo esprime a pieno la società multiculturale di una città che si rivolge al Mediterraneo, caratterizzato da una marcata influenza arabo-normanna, con un forte richiamo agli edifici di Costantinopoli, del Cairo, dell’antica Armenia e del sud della Spagna, luoghi in cui Pisa aveva importanti scali, o mercati, se non addirittura il controllo di città e regioni.
L’utilizzo dei marmi bianchi come la neve, come riporta la famosa iscrizione sulla facciata della Cattedrale, vuole invece creare un ponte simbolico con le principali realtà del mondo classico come Roma e Atene.
Come indicato da me nella foto sottostante, alcune iscrizioni e caratteristiche architettoniche presentano importanti influenze Bizantine.
Il tipico campanile a base quadrata è in pietra nella parte inferiore, mentre in quella superiore è in laterizio.
Posto sul lato rivolto all'Arno, pende fortemente verso di esso, inclinato di 5°, più di quelli del ben più famoso campanile per antonomasia noto come Torre Pendente.
L'interno conta tre navate e otto campate scandite da colonne con capitelli romanici.






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