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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

giovedì 5 febbraio 2026

La tomba di Napoleone




Introduzione:

Dopo essermi addentrato nella tomba di Tutankhamon, in quella di Cheope, della regina Nefertari, del faraone Amonherkhepshef, di Seti I, in quella del leggendario Agamennone, di Menelao, di Elena di Sparta ( o Elena di Troia ) e in moltissime altre in diverse località del mondo ( tutte documentate su questo sito ), è arrivato il momento di aggiungere a questa lunga lista la tomba dedicata a un altro uomo del passato che non necessita di presentazioni: Napoleone Bonaparte. 

Chi non conosce questo nome probabilmente si è trasferito sul pianeta Terra da poco. 

Prima ancora dell'uscita nei cinema del colossal Napoleon che ha diviso profondamente la critica, Napoleone era conosciuto perfino da chi la Storia non la ama affatto. 

È uno di quei nomi, al pari di Alessandro Magno, Giulio Cesare o Cleopatra, che è umanamente impossibile non ricordare dai banchi di scuola. 

Possiamo definirlo come l'ultimo vero grande condottiero della Storia, l'uomo che tra il 1796 e il 1815 cambiò il volto dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo.

Una sorta di Alessandro Magno fuori epoca. 

Dalla Spagna alla Siria, dall'Egitto alla Russia all'Italia e al continente europeo in generale partendo dalla sua patria: la Francia.

Circa 60 battaglie combattute, una manciata di sconfitte. 

Incoronato imperatore dei francesi, re d'Italia, colui che diede inizio alla cosiddetta età napoleonica. 

33 onorificenze militari tra le quali: Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale dell'Aquila Bianca, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Virtuti Militari, Commendatore dell'Ordine al Merito della Corona Bavarese, Gran Maestro e Gran Dignitario dell'Ordine della Corona Ferrea, Gran Maestro dell'Ordine Imperiale della Riunione, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg e molte altre. 

Osò sfidare apertamente il potere della Chiesa arrivando addirittura a far prigioniero un Papa.

Fu l'autore del Codice Civile. 

Infine sconfitto, esiliato, ammalatosi e spirato nel 1821. 

Una vera leggenda. 

Le sue spoglie tornarono in patria, in Francia, deposte all'interno di uno degli edifici funerari più belli e sontuosi del mondo. 

Proprio oggi mi sono addentrato all'interno della sua tomba e questa esperienza, la sensazione provata nel sapere di essere a pochi metri da colui che con la sua ambizione modellò nel bene e nel male il mondo, la ricorderò finché vivrò e oltre. 






Dentro la tomba di un condottiero:

Nel 1840 la salma di Napoleone venne trasferita dalla sua precedente collocazione a Sant'Elena alla cripta del cimitero militare della chiesa di Saint-Louis des Invalides.

Le spoglie di Napoleone sono deposte in un monumentale sarcofago di quarzite rossa, situato in una cripta circolare contornata da statue bianche delle vittorie. 




La cripta, interrata ma a cielo aperto, è posta in asse con la cupola della cattedrale. 

All'interno della cripta è presente anche la tomba del figlio del condottiero, Napoleone Francesco, il cui corpo fu qui trasferito dalla Cripta dei Cappuccini di Vienna, dov'era sepolto insieme a tutti i membri della casa d'Austria. 

Una volta entrati nel luogo di culto è possibile osservare la cripta dall'alto. 

Tuttavia, dirigendosi in direzione del maestoso altare e costeggiandolo lateralmente, si imbocca una scalinata che scendendo verso il basso conduce all'ingresso della camera sepolcrale precedentemente osservata dall'alto. 






Lungo il percorso ci si può imbattere in simboli napoleonici raffigurati sulla pavimentazione e in altre tombe minori appartenenti a coloro che in vita furono i generali del grande condottiero o persone a lui legate. 

Varcata la soglia della camera sepolcrale si rimane attoniti dinnanzi a tanta maestosità. 

L'intero edificio ove la cripta è collocata ostenta opulenza senza eguali ma è una volta discesi nel piano interrato del mausoleo che ci si ritrova veramente faccia a faccia con una grandiosità che molto difficilmente potreste rivedere altrove. 

L'enorme sarcofago contenente le spoglie del grande condottiero è al centro di una camera circolare, sorvegliato a vista, come detto prima, da entità angeliche armate scolpite nel marmo. 






Lungo tutto il perimetro della camera vi sono affreschi, statue e rilievi a parete che rasentano la perfezione e a tratti rimandano, come stile, all'antica Grecia. 

Tutto racconta l'ineguagliabile gloria di un uomo, Napoleone. 

Ma non solo lui...

La tomba è infatti contornata da quelle dei generali dell'Impero Duroc e Bertrand e di diverse altre personalità militari, quasi come se gli uomini d'arme di ogni epoca sorvegliassero a loro volta colui che, di guerra parlando, li superò tutti. 

Il marmo in stile classico la fa da padrone, mentre l'esterno sorvegliato da divinità della guerra mescola il suddetto stile al barocco, in uno degli ambienti più evocativi di tutta Parigi con un gigantesco cortile attorniato da vecchi cannoni. 

Piccola curiosità. 

Il sarcofago è disposto in modo tale che il visitatore che accede all'edificio inizi a osservarlo dall'alto, dunque PIEGANDO IL CAPO. 

Scesi al piano sottostante, la posizione del sarcofago rialzata su di un piedistallo costringe invece il visitatore a osservarlo dal basso verso l'alto, in una sorta di riverenza e sottomissione involontaria in ambo i casi.










Conclusione: 

Come detto a inizio articolo ne ho viste di tombe del passato, ma come questa nessuna. 

Napoleone era un uomo di guerra, punto, uno di quegli uomini che oggi sarebbe meglio non esistessero più. 

Già al suo tempo le sue imprese costarono la vita a oltre un milione di persone, oggi sarebbe molto peggio. 

Ma era un condottiero, uno che nonostante la regalità di cui vestiva non si tirava indietro dall'indossare una divisa e andare al fronte al fianco dei suoi soldati, come Alessandro Magno a cui forse si ispirava fece molto prima di lui. 

Da questo punto di vista invece, un capo di Stato che si fa carico dell'onere delle proprie scelte anche dal punto di vista bellico invece di rimanere al sicuro a casa, forse servirebbe. 

Aiuterebbe a far comprendere come nel ventunesimo secolo le armi dovrebbero essere riservate ai musei e non usate come mezzo per arricchirsi.

Ma non sono qui per fare propaganda moderna, anche perché Napoleone non fu solo ed esclusivamente guerra anche se certamente essa è la parte preponderante della sua vita, quanto invece per raccontarvi l'ennesima tomba da me esplorata e dare un giudizio riassumibile con una sola parola: maestosa. 

Potete ammirarla voi stessi dagli scatti che ho allegato a questo articolo ma credetemi se vi dico che nessuna foto le rende veramente giustizia. 

Questo è uno di quei luoghi che dal vivo supera le immagini e ogni più rosea aspettativa. 

Qualcuno direbbe che Napoleone non fu un uomo comune, di conseguenza non poteva avere una tomba comune e non poteva esservi sepolcro più adatto di questo per un nome di tal peso, ma proprio questo luogo infondo ci ricorda con una nota di tristezza di come per quanto si possa salire in alto siamo tutti destinati alla medesima fine e davanti a essa siamo tutti uguali, indipendentemente dall'opulenza di una tomba. 

Perché forse è vero che Napoleone non era un uomo comune e la sua stessa tomba non è comune, ma nonostante questo è spirato come il più comune degli uomini e questo lo rende uguale a ognuno di noi. 

Anche questo tipo di insegnamento si può trarre esplorando una tomba. 

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