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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

giovedì 23 aprile 2026

Nella tomba di Dracula




Alcuni misteri sembrano destinati a portarsi dietro leggende per l'eternità.

Altri ancora sono coperti da un velo di soprannaturale che ne aumenta il fascino e tra di essi ce ne sono alcuni che solo a pronunciarne il nome fanno calare il silenzio tra i presenti, come se una forma atavica e ancestrale di paura bussasse alle porte della ragione.
Tra questi si candida sul podio la ricerca della tomba di una figura il cui solo nome in passato era più che sufficiente per far precipitare nel panico interi eserciti.
Un uomo vissuto a metà tra folklore e realtà storica, noto universalmente a tutti letterariamente e ad alcuni anche storicamente.
Stiamo parlando di Vlad Tepes di Valacchia, noto anche come Vlad Draculea (figlio del drago) ma conosciuto ai più con un nome capace di risuonare come eco nella notte: Dracula.


La figura storica:

Principe di Valacchia, nell'attuale Romania, Vlad III detto Tepes (l'impalatore) nacque a Sighișoara nel 1431 e morì nel 1477 e nel 1480.
Avete letto bene, ho scritto "e" non "o" tra una data di morte e l'altra.
Esistono infatti versioni differenti circa la sua dipartita, tuttavia esse si fondono con la leggenda secondo la quale sarebbero vere entrambe e lui sarebbe morto due volte, tornato dalla tomba la prima volta e definitivamente sconfitto la seconda.
Secondo un'altra ipotesi, invece, la prima volta venne solo fatto prigioniero dai nemici (per l'ennesima volta).
Divenuto voivoda di Valacchia, Vlad difese il suo regno dall'espansionismo Ottomano in modo tanto violento e sanguinario che un minuscolo principato sperduto tra le montagne dell'Europa dell'est riuscì a incutere terrore a un impero.
Faceva impalare tramite lunghe picche appuntite di legno i nemici sconfitti, deceduti o ancora vivi che fossero.
Decine di migliaia di corpi agonizzanti issati in una macabra distesa di pali acuminati.
L'impalamento, sua pratica prediletta, fu perfezionato col tempo tramite la creazione di pali più sottili che infilati nel retto del malcapitato ancora vivo potessero uscire dalla bocca senza danneggiare mortalmente organi interni.
I pali venivano poi issati e gli individui lasciati a perire lentamente dopo giorni di calvario.
Se questo vi suscita moti di orrore, sappiate che non è nulla in confronto ad altre pratiche adottate da Vlad per scoraggiare lo sconfinamento nel suo regno.
Alcune cronache ad esempio riportano come alcuni ambasciatori stranieri rifiutassero di togliersi il turbante in sua presenza.
Vlad, che era magnanimo, acconsentì affinché lo indossassero senza problemi, ma in modo permanente.
Fece fissare i turbanti alle loro teste tramite piccoli chiodi, dopodiché iniziò le trattative secondo i metodi consoni a un Paese civile, mentre sorseggiava da una coppa un cocktail a base di vino e sangue nemico.
Vlad usava simili metodi repressivi anche per combattere la criminalità all'interno del suo regno.
È infatti nota l'usanza di lasciare a ogni fontana delle sue città un calice d'oro così da permettere a chiunque di potersi abbeverare liberamente.
Accanto alle fontane però si ergeva anche un palo appuntito, monito per chi avesse tentato di rubare il prezioso calice e credetemi, se ci aveste anche solo fatto un pensiero Vlad lo avrebbe scoperto, come dimostra la storia di un mercante itinerante che si ritrovò a transitare nel suo regno.
L'uomo, con un carro pieno di monete d'oro e d'argento, chiese al principe dove poter nascondere i suoi averi per il tempo della sua permanenza in Valacchia.
Vlad accolse il mercante a braccia aperte affermando che poiché il suo era un Paese senza criminali, avrebbe potuto tranquillamente lasciare il carro nella pubblica piazza senza temere per i suoi averi.
L'indomani il mercante si recò al carro e rimase sbigottito nel constatare come non solo il suo denaro fosse ancora all'interno del mezzo, ma contandolo notò addirittura la presenza di una moneta in più (secondo un'altra versione invece il carro scomparve per essere restituito alcune ore dopo).
Colto da spirito di onestà, l'uomo si recò dal principe facendogli presente il particolare della moneta.
Vlad sorrise soddisfatto, abbracciando il mercante e complimentandosi per la sua onestà, indicandogli però anche un palo issato poco lontano e spiegandogli come esso sarebbe stato destinato a lui se avesse lasciato il Paese intascandosi la moneta.
Il mercante, con il sangue gelato nelle vene, ringraziò il principe e riprese il suo viaggio verso il centro Europa a passo svelto e senza ripensamenti.
Ma Vlad non era solo terrore, la sua storia è ricca di momenti degni delle migliori sceneggiature hollywoodiane, eppure tutti veri.
Dalla sua prigionia presso i nemici al riscatto del trono che nel frattempo gli era stato sottratto, dal suo ingresso nel cosiddetto Ordine del Drago (una sorta di élite militare papale incaricata di difendere il Cristianesimo in quelle terre ricorrendo a qualunque mezzo) fino all'epica battaglia finale dove i suoi nemici, non riuscendo a ucciderlo, furono costretti a decapitarlo e separare dunque la testa dal corpo affinché non tornasse più dal mondo dei morti.
Come vedete è difficile discernere, da eventi reali, la componente storica da quella leggendaria.
Vlad Draculea è stato tutto questo, ancora oggi visto come eroe nazionale in Romania e come il diavolo in Terra nel resto del mondo, non sorprendente che lo scrittore Bram Stoker si sia ispirato a lui per dare vita al suo personaggio, il vampiro perfetto, Dracula.



Il mistero della tomba:

Per secoli il monastero di Snagov in Romania è stato indicato come luogo di sepoltura di Dracula nonostante il sepolcro a lui attribuito sia a tutti gli effetti privo di salma umana.
Nel 2014 qualcosa è cambiato.
Una nuova teoria vuole che sua figlia Maria, trasferitasi a Napoli, abbia fatto traslare le spoglie del padre nella città partenopea nella chiesa di Santa Maria la Nova, precisamente nel chiostro piccolo del complesso conventuale risalente al XVI secolo e già luogo di sepoltura di alcuni discendenti di Vlad.
Nel 2025 la decifrazione di una misteriosa iscrizione sulla presunta tomba nella cappella ha suggerito che si tratti proprio della sepoltura di Vlad III: secondo questa teoria, sostenuta fortemente anche da ricercatori dell’Università di Tallinn, Vlad sarebbe stato portato a Napoli dalla figlia Maria Balsa, dove sarebbe stato tumulato nella tomba del suocero di lei, Matteo Ferrillo.
La presenza di simboli particolari sulla tomba tra cui spicca un drago (simbolo di Vlad), rafforza questa ipotesi che troverebbe conferma definitiva solo tramite l'analisi dei resti.
L'iscrizione, che mescola diversi idiomi tra cui il greco antico, fa riferimento ad un campione della cristianità morto due volte, portatore del vessillo del drago e chiamato, forse per un errore ortografico, "Blad dei valacchi".
Come spiegato, solo esami forensi potrebbero confermare o smentire in via definitiva tale ipotesi che nel frattempo viene sfruttata per attirare ricercatori, turisti o anche solo curiosi sul posto e regalare l'emozione di trovarsi al cospetto del luogo dove riposa colui che ha ispirato il più famoso vampiro di tutti i tempi.
Mentre scrivo queste righe (23 aprile 2026) la reale presenza del sanguinario principe di Valacchia in questo luogo da me appena visitato è ancora una teoria senza conferma, ma non nascondo il fascino emanato dal posto.







In esplorazione:

Si accede al luogo della tomba tramite il chiosco laterale alla chiesa, percorrendo un breve loggiato quadrangolare in cui sono presenti diverse sepolture.
Il chiosco è a cielo aperto nella parte centrale mentre il perimetro, in cui sono presenti i sarcofagi murati, è coperto da un soffitto ad archi riccamente affrescato.
La tomba di Vlad è riconoscibile non solo dal simbolo del dragone e dalla targa con impresso il suo volto ma anche da un busto del principe che visibile da lontano ne indica immediatamente l'esatta posizione.
Dopo il mio sopralluogo alla tomba ho completato la visita esplorando il resto del complesso di culto che ospiterebbe le spoglie di alcuni nipoti del principe rumeno, per poi tornare a visitare una delle città più belle e ricche di Storia presenti in Italia, una colonia fondata dai greci in tempi lontanissimi e che al tempo del Regno di Napoli dominò tutto il sud continentale della penisola, portandomi dentro l'emozione della suggestiva ipotesi che, tra tutte le antiche tombe esplorate nella mia vita, ora posso annoverare anche quella del vero Dracula.
L'uomo dietro al mito del vampiro, che terrorizzò l'Europa dell'est ma che difese a spada tratta (o sarebbe più opportuno dire a palo tratto) con la paura il suo popolo da chi ambiva sottometterlo.
Colui che secondo la leggenda ingannò la morte.
Vi lascio con una domanda.
E se anche questa tomba fosse vuota? 



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