Sul promontorio di Capo Sunio, a circa una settantina di km a sud di Atene, si trovano in una posizione molto evocativa i resti di un tempio dedicato a Poseidone e di un secondo tempio dedicato ad Atena, di cui sono però conservate solo le fondamenta.
Secondo il mito sarebbe il luogo dal quale Egeo, antico re di Atene, si sarebbe gettato nel mare al quale venne dato il suo nome (mar Egeo).Come testimoniato dai rinvenimenti archeologici, il sito era frequentato sin dalla fine del VIII secolo a.C. e lo stesso Erodoto narra di come nel VI secolo a.C. vi si teneva una processione, nella quale i capi ateniesi si recavano al promontorio via mare su una barca sacra.
Il tempio arcaico fu probabilmente distrutto durante l'invasione di Serse dell'Attica nel 480 a.C.
Dopo la sconfitta dei persiani nella battaglia di Salamina una trireme nemica venne portata nel santuario dedicato a Poseidone come trofeo di guerra.
Il tempio venne in seguito ricostruito in marmo probabilmente intorno al 440 a.C.
Durante la Guerra del Peloponneso, nel 413 a.C., il sito venne ulteriormente fortificato.
Capo Sunio rappresentava un punto di avvistamento fondamentale per gli ateniesi in quanto consentiva di scorgere tanto eventuali nemici che sopraggiungevano da est (persiani) quanto possibili attacchi via mare da ovest (spartani).
A strapiombo nella scogliera è inoltre presente una piccola rientranza naturale scavata dall'attività del mare nella quale gli ateniesi usavano ormeggiare stabilmente una piccola unità navale pronta a salpare per difendere le coste dell'Attica.




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