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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

domenica 21 settembre 2025

Il tempio di Hatshepsut



È stata la prima (secondo alcuni la seconda dopo Merneit) donna dell'Antico Egitto a regnare autonomamente come faraone anziché come Sposa Reale.

Per riuscirci si presentava in pubblico vestita da uomo.

Ha vinto battaglie e dato un contributo fondamentale all'architettura di tutto il Paese.

Eresse obelischi, emanò leggi e sotto il suo governo l'Egitto divenne il Paese più prospero del Mediterraneo. 

Regnò per vent'anni.

Un mito la voleva di discendenza divina. 

Tuttavia, per aver ostacolato l'ascesa al trono del legittimo sovrano, fu sottoposta a damnatio memoriae e per migliaia di anni scomparve dalla Storia. 

Il suo nome era Hatshepsut, la donna faraone più potente mai esistita, una regina che ci ha lasciato come testimonianza del suo passaggio nel mondo uno dei templi più belli d'Egitto, sulla riva occidentale del Nilo, vicino alla Valle dei Re.

Il cancelliere di Hatshepsut supervisionò la costruzione e probabilmente progettò il tempio.

Nonostante il vicino e più antico tempio di Mentuhotep sia stato utilizzato come modello, le due strutture sono diverse

Creato con tre livelli di terrazze per un'altezza totale di 35 metri, ogni livello è formato da una doppia fila di colonne quadrate, con l'eccezione dell'angolo nordoccidentale della terrazza centrale, che usa colonne protodoriche per ospitare la cappella. 

Queste terrazze sono collegate tra loro tramite lunghe rampe un tempo circondate da giardini con piante esotiche.

L'area in cui sorge il tempio era luogo sacro alla Dea Hathor e per questo motivo all'estremità sud del secondo colonnato vi è una cappella dedicata alla divinità.

La terrazza superiore è costituita da un portico con 24 statue della regina (Hatshepsut viene in questo caso ritratta come un uomo) e dall'entrata al santuario principale.


Il tempio funerario doveva avere anche una seconda struttura più a valle che però non è stata ancora trovata.



Il tempio di Hatshepsut è considerato il punto di maggior contatto tra architettura Egizia e architettura classica nonché un ottimo esempio dell'architettura funeraria del Nuovo Regno. 

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