Il tempio di Zeus, nel cuore di Atene, era stato progettato per essere il più grande tempio del mondo in onore al re di tutte le divinità.
La sua costruzione venne iniziata sul colle di un tempio preesistente da parte dei tiranni Pisistratidi nel 515 a.C., ma venne abbandonato quando Ippia venne cacciato dalla città nel 510 a.C.
Durante gli anni della democrazia il tempio non venne continuato poiché la costruzione era ritenuta un'offesa verso Zeus stesso se proseguita sulle basi gettate dai Tiranni.
Così per tutta l'epoca classica il tempio rimase incompiuto.
I lavori ripresero nel 174 a.C. sotto Antioco IV, durante la dominazione macedone.
Il tempio venne riprogettato daccapo, in modo da essere il tempio più grande che il mondo avesse mai visto.
Quando Antioco IV morì, nel 163 a.C., la costruzione venne nuovamente abbandonata.
Nell'86 a.C., quando la Grecia venne inglobata nell'Impero Romano, il generale Silla fece portare due colonne a Roma per ornare il Tempio di Giove sul Campidoglio.
Nel II secolo d.C., più precisamente tra il 129 e il 131, il tempio venne finalmente completato da Adriano, grande estimatore della cultura greca.
Oggi del tempio non restano che alcune colonne ancora in piedi.
Si ritiene che possa essere stato distrutto da un terremoto durante il Medioevo e che le rovine rimaste furono reimpiegate come materiali da costruzione per altri edifici in giro per Atene.




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