Come annunciato sui miei canali social, da ottobre riprenderanno le mie esplorazioni di luoghi antichi sia in Italia che all'estero e tutto sarà come di consueto documentato su questo sito.
Il primo di questi luoghi vedrà il mio ritorno in Grecia e sarà sicuramente capace di attirare l'attenzione di molti.
In attesa di quel giorno voglio spendere due parole su me stesso e su cosa rappresenti per me il passato.
Sebbene nei miei viaggi io abbia visitato e qui documentato luoghi appartenenti a ogni epoca, chi mi conosce sa bene quanto io sia profondamente legato al passato antico.
Dagli egizi ai micenei, dai minoici agli antichi greci passando per romani, bizantini, etruschi e molti altri popoli, per me ritrovarmi tra i resti di un tempio antico, per le strade di una città in rovina o in una tomba equivale a fare un viaggio nel tempo con l'immaginazione.
Dovete sapere infatti che possiedo una sorta di "superpotere".
Ogni volta che mi ritrovo tra i resti del passato, nella mia mente ogni singolo edificio in macerie, ogni muro, ogni colonna si ricompone e assume il suo aspetto originario.
Così, mentre la gente normale vede rovine, io vedo templi nei quali i fedeli adorano le antiche divinità, città brulicanti di vita o nel caso delle tombe lunghe processioni in lutto che si recano a onorare il defunto.
La mia mente crea un mondo vivo, perché questo erano quei luoghi.
Percepisco le emozioni delle persone invisibili che si muovono accanto a me, sento tutta la diversità di vita e pensiero che distingue le epoche più lontane dalla nostra.
Questo è anche il motivo per il quale, pur cercando di non farlo trasparire nei miei articoli, provo una vena di astio verso alcune figure storiche solitamente osannate dalla maggior parte degli storici poiché visitando luoghi che un tempo appartenevano ai loro avversari provo su me stesso ciò che essi, depredati o conquistati con la forza, provarono.
Questa empatia plasma il mio modo di vedere persone e popoli antichi, seppur non lo faccio trasparire e anzi cerco di essere il più imparziale possibile.
Ad esempio non posso in nessun modo sentirmi affine agli antichi romani, pur avendo trattato in questa stessa sede innumerevoli luoghi a loro appartenuti e continuerò sicuramente a farlo.
Di contro, invece, sento "mio" l'antico mondo ellenico così come quello egizio.
Questo è il mio "potere", bellissimo e al contempo triste poiché sentendomi molto più legato a quel tempo che a quello attuale non sempre vivo bene il mio presente a cominciare dai modi di pensare.
Questo processo mentale non avviene con tutte le epoche che tratto ma unicamente con quelle più antiche, quasi come se la mia stessa anima provenisse da quel mondo ormai morto.
Per questo nel raccontarvi determinati luoghi, che si tratti di video pubblicati sul canale TikTok o di articoli per il sito web, può talvolta trasparire più passione rispetto ad altri.
Vorrei potervi far vivere i luoghi come li vivo io ma tutto ciò che posso fare è parlarvi di essi cercando di infondervi quel poco di curiosità che basta a spingervi, se finite nei pressi di una delle mete da me trattate, a farci un salto.
Se poi riesco a volte a infondervi almeno una parte della mia passione per me è il più grande dei risultati.
Quanto a ciò che mi aspetta prossimamente, inizierò con l'andare a visitare alcuni dei luoghi più iconici legati a uno degli uomini più immensi di tutti i tempi.
A seguire mi concentrerò su mete nostrane e sulla mia nuova attività di organizzatore e divulgatore per conferenze e convegni propostami (e da me accettata) dopo il successo riscosso dal mio evento dedicato alla presentazione del mio ultimo libro su Cleopatra.
Naturalmente coloro che mi seguono verranno tenuti aggiornati qui o sui miei canali social.
Ma a cosa serve conoscere il passato?
Qualcuno direbbe che serve a non ripetere i medesimi errori, ma non sono d'accordo e non perché sia sbagliato il concetto, ma perché l'essere umano ha dimostrato nel tempo una propensione a reiterare, pertanto nulla può essere realmente compreso in questo senso.
Piuttosto, la mia affermazione è che conoscere il passato serve a comprendere realmente noi stessi e la realtà che ci circonda, bella o brutta che sia, e forse anche a riscoprire valori ormai perduti che potrebbero inaspettatamente rivelarsi affini a noi e spingerci a rivedere i nostri modi di vivere e concepire il mondo.
Personalmente, poi, è anche come sentirmi realmente un viaggiatore del tempo e tenere la mia capacità di pensiero e la mia mente vive.
In tutto questo ho la grande fortuna di avere una consorte che condivide la mia medesima passione e mi accompagna in quasi ogni esplorazione.
Vivo il passato nel presente e ne faccio il mio mondo.


























































.jpeg)
























