Benvenuti sul mio sito!




Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

giovedì 19 marzo 2026

Il mio nuovo libro




Oggi non descrivo l'esplorazione di un luogo antico, ma annuncio la pubblicazione del mio nuovo libro - LA TOMBA DI CLEOPATRA - disponibile in doppio formato ebook e cartaceo.

Allego di seguito la sinossi dell'opera:


Un saggio che esplora la secolare ricerca della tomba di Cleopatra VII, la leggendaria regina d'Egitto la cui sepoltura rimane uno dei più grandi enigmi dell'archeologia.
L'autore conduce il lettore attraverso un'analisi approfondita delle fonti storiche fino alle più recenti scoperte archeologiche, per delineare un quadro completo degli sforzi compiuti per localizzare il luogo di riposo della regina che fece tremare Roma.
Il saggio esamina le principali teorie e le campagne di scavo che si sono succedute nel corso del tempo, dalla capitale tolemaica di Alessandria, sommersa in gran parte sotto le acque del Mediterraneo, al controverso sito di Taposiris Magna dove recenti ritrovamenti suggeriscono una potenziale connessione con la dinastia tolemaica.
L'autore approfondisce inoltre il contesto storico e politico in cui visse la regina con una breve biografia prima di addentrarsi nell'ambito archeologico.
Il libro non solo documenta la storia di questa affascinante ricerca, ma riflette anche sulle sfide metodologiche dell'archeologia moderna, sull'interpretazione delle evidenze e sulla persistenza del fascino di Cleopatra nella cultura contemporanea.
Chiude la lettura un breve racconto romanzato con protagonista uno degli uomini storicamente più fedeli alla regina, in modo da alleggerire l'esperienza finale e condurre il lettore a ritroso nel tempo con l'immaginazione.



Come descritto si tratta essenzialmente di un saggio che analizza nel dettaglio le varie teorie e spedizioni archeologiche che si sono susseguite nel corso del tempo (alcune in corso ancora oggi) nel tentativo di fare la più grande scoperta archeologica del millennio.
Il testo, partendo da una descrizione biografica della figura di Cleopatra, si sposta poi sull'evoluzione delle pratiche sepolcrali egizie per poi addentrarsi nel cuore dell'argomento relativo alla ricerca della tomba della regina, descrivendo al contempo l'evoluzione delle tecniche archeologiche e le implicazioni storiche che comporterebbe un tale ritrovamento.
Perché trovare Cleopatra permetterebbe a innumerevoli interrogativi nel libro citati di trovare finalmente una risposta.
Conclude l'opera un breve romanzo intitolato "Il guerriero di Cleopatra" dedicato al misterioso Apollodoro di Sicilia, colui che fu l'ombra della regina per buona parte della sua vita.
Una narrazione con riferimenti al tema centrale del libro.
Per me poter scrivere nuovamente di questa figura del passato, la mia preferita, una regina ammaliante, fiera, incarnazione vivente di Iside, una sovrana colta e astuta la cui immagine di statista e stratega è stata sporcata dall'avversa propaganda romana e sognare che un giorno possa tornare a presentarsi al mondo tramite il ritrovamento della sua sepoltura, è una delle esperienze più importanti come scrittore storico.
Perché Cleopatra era, è e sarà per sempre una delle mie ossessioni storiche più grandi se non forse la più grande. 





Edito da Streetlib e disponibile in tutti gli store online (Amazon, Mondadori store, Feltrinelli store, IBS store, Libraccio, Kobo store, hoepli store, Streetlib store e nel sito della libreria universitaria per citarne alcuni) in formato cartaceo e ebook, il libro è presente anche nei cataloghi delle maggiori catene di librerie fisiche d'Italia e presso di esse ordinabile e ritirabile.
Nella sua versione digitale è invece distribuito a livello internazionale.
Il numero di pagine della versione ebook varia a seconda del formato scaricato (mobi, epub, pdf ecc...) mentre il cartaceo conta 189 pagine.
Il prezzo dell'ebook è 1,50 euro mentre il cartaceo è fissato a 13 euro ma è possibile reperirlo scontato del 3%, del 5% o anche del 10% nei diversi lidi sopra elencati a seconda delle singole offerte che essi propongono.





Prossimamente avrò inoltre l'opportunità di tenere una conferenza sul libro e sul tema da esso trattato con firmacopie.
L'evento, così come luogo, data e orario, sarà pubblicizzato a breve sui miei account social. 





giovedì 19 febbraio 2026

Alla scoperta della Pisa medievale





Introduzione: 


Ogni qual volta mi ritrovo a viaggiare, che sia in Italia o all'estero, la prima cosa che faccio durante il viaggio stesso è una ricerca dei luoghi antichi che posso visitare. 

Da questa mia passione per l'esplorazione di luoghi antichi ha avuto origine questo sito. 

Tuttavia, facendo parte del Gruppo Archeologico Pisano l'area che maggiormente mi ritrovo a trattare è quella in cui opero, la città di Pisa e tutta la sua provincia, dai singoli paesi come Volterra, San Giuliano Terme, Ripafratta e tutti gli altri fino ai siti archeologici sui monti pisani. 

In questo sito ho già trattato ampiamente della presenza prima etrusca e a seguire romana nell'area, così come di alcuni luoghi risalenti al Medioevo. 

Proprio su questo periodo storico si focalizza l'articolo che state per leggere ma questa volta mi concentro su quello che è il centro di Pisa e il passato medievale che trasuda da ogni singolo edificio, vicolo, monumento o chiesa. 

Ho fatto un giro in città fotografando tutto ciò di antico su cui si posavano i miei occhi. 

Mi rendo conto tuttavia che quanto mostrerò e tratterò qui non è che una minima parte di ciò che la città ha da offrire in termini di Medioevo. 

Preparatevi a immergervi nel cuore della Pisa medievale. 



Classico itinerario turistico: 


Inutile girarci intorno, quando un turista approda a Pisa ciò che più d'ogni altra cosa gli interessa vedere è la celebre Piazza del Duomo, o Piazza dei Miracoli, con i suoi colossali monumenti in stile romanico pisano e la famosissima Torre Pendente. 

È normale. 

Giungere qui e mancare la torre sarebbe come andare a Roma e non vedere il Colosseo. 

Purtroppo però esiste una grande differenza tra Roma e Pisa.

Mentre della prima è pienamente valorizzato ogni altro luogo storico della città, a Pisa non si può dire altrettanto e spesso il turista, vista Piazza dei Miracoli, decide di usare la città come trampolino per recarsi altrove, a Lucca o a Firenze. 

Pensano che sia tutto lì, in quella piazza e che non ci sia altro da vedere. 

Ma si sbagliano, ecco perché inizieremo il nostro viaggio proprio da qui per poi recarci in altri quartieri cittadini. 

Oltre a vari musei, Piazza dei Miracoli offre principalmente cinque attrazioni risalenti al Medioevo. 

Iniziamo dalla più celebre, la grande star di Pisa, la Torre Pendente. 



Vista sulla piazza dalla torre 


Naturalmente, avendo vissuto in centro per anni, non ho mancato di visitarla anche all'interno e salirci in cima. 

Piccolo gossip: fu sulla cima di quella torre che feci la proposta di matrimonio a mia moglie. 

Si tratta del campanile dell'adiacente area di culto, pendente a causa del cedimento del terreno argilloso sottostante. 

Pensate che in passato la torre pendeva ancor più di oggi.

Costruita nell'arco di un secolo a cominciare dal 1173, innumerevoli furono i lavori di manutenzione atti a stabilizzarne la struttura fino al secolo scorso quando, tramite tiranti interni, contrappesi e un'opera di bonifica del terreno, fu possibile diminuirne considerevolmente la pendenza e creare una stabilità che stando agli esperti dovrebbe preservarla dal crollo almeno fino al 2300.

Da quell'anno sarà un problema degli ingegneri e della tecnologia del futuro, ma per adesso la torre è salva. 

Il secondo e il terzo monumento della piazza sono il Duomo e il Battistero, rispettivamente databili 1064 il primo e 1152 il secondo. 




Insieme al campanile i tre edifici in stile romanico pisano vanno a creare l'area di culto principale della città. 

La quarta attrazione medievale è il Camposanto Monumentale, un vero e proprio museo a cielo aperto dove le personalità più importanti della Pisa di epoca repubblicana e non solo, tra i quali innumerevoli artisti e uomini di potere, furono tumulati in diverse cripte e all'interno di bellissimi sarcofagi antichi di epoca romana. 










Affreschi, statue e l'architettura ad archi di questo luogo risalente al 1278 lo rendono una delle mete medievali più evocative d'Italia. 












In ultimo, aperto al pubblico da pochi anni il camminamento in quota sulla tratta delle antiche mura di Pisa rimasta ancora percorribile, un percorso di oltre 3 km sull'imponente cinta muraria costruita nel 1161. 




E qui si chiude l'esplorazione di Piazza dei Miracoli la quale, pur possedendo altre attrattive, non fanno al caso di questo articolo. 

È esattamente arrivato a questo punto che il turista medio si convince di aver ammirato tutto ciò che di medievale la città ha da offrire. 

La domanda, tuttavia, può sorgere spontanea: è davvero racchiuso in un'unica piazza il glorioso passato di una città che si diceva l'erede di Roma e che fu, proprio in quei secoli, una delle più potenti Repubbliche Marinare del Mediterraneo? 

La risposta naturalmente è un secco e deciso NO! 




Fuori dai classici itinerari: 


Che cos'ha da offrire Pisa se ci si allontana dal percorso che dalla stazione (o dall'aeroporto) attraversando Corso Italia prima e Borgo Stretto dopo conduce a Piazza dei Miracoli? 

Semplice, altro Medioevo. 

TANTISSIMO Medioevo, infinitamente più di quanto ce ne sia nella suddetta piazza e questo dovrebbe essere percepibile dallo stesso Borgo Stretto, la via più storica della città. 

Sia la via in questione che i suoi vicoli, dai loggiati alla pavimentazione antica fino agli archi che collegano a via Santa Maria e agli edifici di quest'ultima, sono Medioevo puro. 

Ma Pisa è medievale anche sul versante opposto del grande fiume Arno, con piccole tratte interrotte di quella cinta muraria la cui tratta di Piazza dei Miracoli è percorribile, archi, innumerevoli case torri, edifici antichi riutilizzati in epoca moderna, chiese, antichi monasteri adibiti oggi a nuova funzione, alcuni condomini moderni costruiti avvalendosi parzialmente di muri medievali e molto altro.










Per non parlare delle due cittadelle fortificate, la Cittadella Vecchia già precedentemente trattata cliccando QUI e la Cittadella Nuova trattata QUI con il suo magnifico Giardino Scotto all'interno di massicce mura intervallate da possenti bastioni. 











Tra gli edifici medievali lungo via Calvalca il più famoso è la Torre dei Caciaioli, oggi detta Torre del Campano. 




Da qui, procedendo verso est si individuano numerose case torri databili tra il XII e il XIII secolo. 

Non si può non menzionare via San Martino e i vicoletti medievali che da essa si diramano sia in direzione Arno che verso l'interno. 

Può capitare di percorrere uno di questi vicoli, svoltare l'angolo e ritrovarsi dinnanzi a qualche edificio monumentale che nulla ha da invidiare ai già citati monumenti di Piazza dei Miracoli, magari edificato con il medesimo stile architettonico e costruito davanti a un altro palazzo medievale di architettura diversa (vedere foto sottostante).  




Percorrendo i lungarni possono far capolino altre case torri così come la famosa Chiesa della Spina, un magnifico esempio di stile gotico risalente al 1230. 




E se volessimo allontanarci un po' dal centro pur rimanendo entro i confini cittadini? 

In tal caso credo che la chiesa di San Michele degli Scalzi che vedete qui sotto e situata lungo il viale delle Piagge, con il suo campanile pendente (il secondo di Pisa), il mix perfetto tra diversi stili architettonici e artistici dal romanico pisano al bizantino, parli da sola. 





In aggiunta a quanto descritto una menzione particolare va fatta anche quegli edifici di culto come la chiesa di San Pierino in Vinculis che consentono l'accesso alle proprie cripte sotterranee, ma queste meriteranno in seguito un articolo a parte, o la chiesa di San Michele in Borgo edificata tra le rovine di un precedente e antichissimo luogo di culto pagano di epoca romana dedicato al Dio della guerra Marte, testimonianza del passaggio dall'Evo Antico al Medioevo.




Conclusione: 


Tutto ciò che è stato descritto, menzionato e mostrato in questo articolo sulla Pisa medievale è solo una parte di ciò che la città può offrire se, dopo aver ammirato Piazza dei Miracoli, ci si dedica a una ricerca più approfondita. 

Quando parlo di ricerca non intendo tramite web perché a parte pochi edifici o vie qui descritte, la maggior parte del Medioevo pisano non è segnalato da nessuna parte. 

Per ricerca intendo, invece, quella fatta con i propri occhi cogliendo ogni particolare di palazzi, case, monumenti e strade. 









Mentre della Pisa romana è rimasto poco (argomento trattato QUI), e di quella etrusca ancor meno (vedere QUI), se c'è un passato che invece la città trasuda da ogni angolo è proprio quello medievale. 

Pisa è Medioevo ovunque, non solo nell'area della Torre Pendente, ma pochi lo sanno. 

Se siete interessati a visitare le antichità di Pisa dunque, usate questo articolo come spunto ma poi divertitevi a cercare tutto ciò che ho dimenticato di menzionare e credetemi quando vi dico che ho tralasciato davvero molto.




lunedì 16 febbraio 2026

L'antica Cittadella pisana





Storia della Cittadella: 


In epoca medievale la città di Pisa emerse dalle tenebre della Storia imponendosi in tutto il bacino del Mediterraneo come una delle più potenti Repubbliche Marinare. 

Fondò colonie commerciali su tre continenti e riportò ovunque innumerevoli vittorie in battaglie navali. 

Con il suo cantiere navale e il suo porto fluviale sull'Arno, la Repubblica di Pisa dominò i mari come altre importanti città che invece sul mare sorgevano non riuscivano a fare. 

A partire dal 1261 l'area dove sorgevano i cantieri navali venne fortificata con una serie di costruzioni a ridosso dell'Arno. 






Nel 1290 venne innalzata la torre a protezione della strada che conduceva sul luogo che da lì in avanti sarebbe stato conosciuto come Cittadella. 

Successivamente vennero innalzate altre tre torri. 

La Torre Ghibellina, chiamata così in quanto costruita con materiale proveniente da edifici appartenenti a famiglie di parte guelfa. 

Successivamente, venendo demolita, fu ricostruita col nome di Torre Guelfa, stavolta utilizzando materiale proveniente da edifici di famiglie di parte ghibellina.

La Torre di Sant'Agnese, nell'angolo nord-est, risalente al 1400 nonché la più antica rimasta. 

Nell'angolo nord-ovest la torre, forse chiamata del Canto, venne trasformata in un bastione intitolato a San Giorgio mentre nell'angolo sud-ovest vi sono i ruderi di un'altra torre che, probabilmente, era simile alla Torre Guelfa. Alcune fonti la indicano come Torre del Leone.

Nel 1944 tutta l'area venne gravemente colpita dai bombardamenti da parte degli Alleati della Seconda Guerra Mondiale: gli edifici della cittadella furono completamente danneggiati dai bombardamenti ad eccezione degli arsenali repubblicani dove crollò solo la copertura. 

La torre fu minata dai tedeschi in ritirata nel Luglio del 1944 e solo nel 1956 venne ricostruita.

Oggi la Torre Guelfa è sporadicamente aperta al pubblico e da lì si gode una splendida vista della città.

Attraversando il ponte e giungendo sulla sponda opposta del fiume, altre costruzioni medievali resistono possenti allo scorrere dei secoli e degli eventi. 






Ne è esempio il Bastione Stampace, risalente all'epoca repubblicana ed eretto come baluardo per contrastare gli assalti via terra dei fiorentini.

La fortificazione cadde, e venne ricostruita, per ben due volte nel corso dei successivi tre secoli e fu proprio sotto il dominio fiorentino che infine emerse vincitore che l'area venne ulteriormente rafforzata con nuove costruzioni. 

Altra costruzione, da poco restaurata, è il cosiddetto "Sostegno", importante parte delle antiche Cateratte fluviali. 





Tornando sul versante precedente dell'Arno, a poca distanza dai cantieri navali Medicei di epoca fiorentina già trattati in un precedente articolo visionabile cliccando QUI, sono visibili ancora oggi i cantieri di epoca repubblicana detti Arsenali Repubblicani.

Qui risiedeva la vera forza che permise alla Repubblica di Pisa di imporsi nel Mediterraneo per secoli. 




Oltre i soliti itinerari:


L'antica Cittadella pisana e le fortificazioni oltre l'Arno sono una finestra sul passato più glorioso di Pisa, un retaggio che i pisani raccolsero da quella lontana epoca romana in cui pure era una potenza navale e di cui restano testimonianze proprio qui, all'interno del Museo delle Navi Antiche. 

Una fulgida eredità che la Pisa medievale seppe far sua e portare oltre ogni più rosea aspettativa, arrivando addirittura a far esclamare a San Bernardo di Chiaravalle la celebre frase Pisa altera Roma, Pisa seconda Roma.

Alla medesima epoca, se non ancora più antichi di 100/200 anni, risalgono i monumenti della celebre Piazza dei Miracoli oggi meta turistica principale della città, ma è allontanandosi leggermente (circa 20 minuti a piedi) dagli itinerari tradizionali che è possibile immergersi in un luogo dallo stile architettonico molto diverso.

Quello che fu il cuore pulsante della potenza di Pisa, l'antica Cittadella repubblicana, il luogo dove venivano create e da cui salpavano possenti imbarcazioni dirette in ogni terra, dalla Corsica alla Sardegna, la Spagna, l'Africa o il Medio Oriente. Navi mercantili e navi da guerra, tutto iniziava in questo luogo. Da qui Pisa dominava il Mediterraneo.