Benvenuti sul mio sito!




Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

lunedì 26 ottobre 2026

Il tempio di Cleopatra




Quando si parla di Cleopatra, e se si dovesse pensare a un luogo in cui questa regina era venerata come una Dea, è più che normale che la mente corra all'Egitto, già meta di diverse mie esplorazioni documentate su questo sito web. 

Eppure non siamo qui per parlare di un luogo egizio, bensì di un tempio presente in Italia, nel cuore di Roma. 

Correva il 46 a.C. quando Giulio Cesare, rientrato dall'Egitto, ordina nella piazza che prende il suo nome (Foro di Cesare) la costruzione di un tempio dedicato a Venere Genitrice. 

Quello che i romani ignoravano però era che quel luogo di culto non era dedicato solo alla celebre divinità romana, bensì anche a colei che durante la sua permanenza in Egitto era divenuta la sua amante: Cleopatra VII. 

Da lì a pochi giorni la famosa regina tolemaica sarebbe giunta a Roma e Cesare le dedicò una statua d'oro nel tempio in cui potesse essere venerata come una Dea. 

Quando Cleopatra giunse a Roma, nonostante detrattori come Cicerone e Orazio, venne accolta con grande entusiasmo dal popolo.

Come riportano le fonti, “la gente del popolo impazziva d’entusiasmo quando la regina compariva al Campo Marzio o al Foro, fluttuante di veli al pari di una Dea distesa su una lettiga dorata; per le sue apparizioni sceglieva di solito l’ora sesta”.




Visse a Roma per quasi due anni, influenzando la moda delle donne romane inventando e introducendo a Roma lo chignon, diffondendo il libro da lei scritto intitolato Cosmeticon e importando il culto di Iside.

Alla morte del dittatore avvenuta nel 44 a.C. la regina si vide costretta a rientrare ad Alessandria insieme a Tolomeo Cesarione, il figlio con Cesare concepito, ma il suo culto perdurò a Roma ancora per diversi secoli nonostante la propaganda avversa sollevata contro di lei da Ottaviano Cesare Augusto. 

In Egitto Cleopatra fu una divinità vivente ma è quasi ironico che il suo secondo luogo di culto più importante si trovasse proprio nel cuore di quella città con cui, da lì a pochi anni, sarebbe entrata in conflitto e soprattutto che un tale fideismo abbia avuto un seguito per centinaia di anni nonostante l'avversione per lei provata da Augusto.

Oggi del tempio non rimane che una piccola parte del loggiato, ma la sua storia legata alla più famosa regina di tutti i tempi rende questo luogo immortale. 

Ammetto che, durante la mia visita nei diversi Fori che sempre su questo sito ebbi modo di documentare, quasi non mi accorsi dei resti del tempio immerso com'è in tanta magnificenza antica, motivo per il quale troverò sicuramente occasione di recarmici nuovamente in futuro e documentare anche sul mio canale TikTok il luogo in cui la regina che più amo riceveva culto.

lunedì 12 ottobre 2026

Colonia Iulia Opsequens Pisana





Fin dal III secolo a.C. la città etrusca di Pisa orbitava nella sfera romana. 

Non come una città qualsiasi ma come porto militare e avamposto da cui i romani partirono per le loro campagne contro Liguri, Galli e Cartaginesi.

A Pisa i romani stanziarono non solo le legioni ma poiché al tempo la città era bagnata dal mare, vi ormeggiarono una potente flotta da guerra. 

Nel 187 a.C. tuttavia i Liguri devastarono completamente la città e poco rimase della Pisa precedente a questa data. 

Cacciati i nemici i romani iniziarono la ricostruzione dell'abitato e nel I secolo a.C. sotto Giulio Cesare la città venne rinominata Colonia Iulia Opsequens Pisana in ossequio alla gens del Dictator diventando ufficialmente una colonia di Roma.

La città precedente, quasi totalmente scomparsa, subì così una metamorfosi urbanistica a immagine delle tipiche colonie che Roma era solita fondare (o rifondare come in questo caso). 

La neo colonia affrontò restauri urbanistici e da grande caserma quale era un tempo venne trasformata in luogo di relax e benessere per le classi romane più ricche e agiate. 





Come ogni città romana anche Pisa aveva il suo foro (ubicato dove oggi sorge Piazza dei Cavalieri), il suo acquedotto e al tempo di Domiziano il suo centro termale, oggi chiamate erroneamente Terme di Nerone, unico sito archeologico di epoca romana (già trattato precedentemente in QUESTO articolo) rimasto in città a causa della demolizione degli edifici antichi e del reimpiego dei materiali avvenuto nel Medioevo.

Questo sito, così come le navi romane in perfette condizioni recuperate negli ultimi 30 anni nel quartiere San Rossore ove sorgeva il porto ed esposte oggi al Museo delle Navi Antiche o i sarcofagi romani esposti al Camposanto Monumentale, testimonia il passato di Pisa come colonia romana. 







Altro riferimento a Roma è la lupa capitolina che allatta Romolo e Remo collocata in prossimità della Torre Pendente, anche se si tratta di un monumento decisamente più vicino ai giorni nostri. 

Come già accaduto per altre città dunque, i romani rilevarono l'insediamento indigeno pre esistente e devastato e lo trasformarono in una loro colonia. 

Grazie a Roma la città di Pisa risorse dalle proprie ceneri, non è strano dunque che in epoca repubblicana i pisani si sentissero talmente orgogliosi del proprio passato romano da definire la loro città come una "seconda Roma", tentando di emularne la gloria e divenendo una Repubblica Marinara potentissima.



Piccola curiosità...

Nel 218 a.C. (secondo altre fonti nel 225 a.C.) avvenne uno dei tanti assalti dei Liguri ai danni della città. 

Una donna romana di nome Marzia (o Marcia), mentre contemplava il cielo notturno ai margini cittadini notò le fiaccole nemiche in avvicinamento e non esitò ad allarmare le legioni stanziate a Pisa le quali, dopo una furiosa battaglia, riuscirono a respingere gli invasori. 

La vicenda ricorda molto da vicino la storia medievale della coraggiosa Kinzica de' Sismondi, ma con alcune differenze. 

Sembra infatti che Marzia non si limitò a svegliare e allarmare la popolazione ma che, impugnando gladio e scudo, abbia combattuto al fianco dei legionari contribuendo a infliggere ai nemici perdite pesantissime. 

Pisa vanterebbe dunque nel suo passato romano la presenza di una donna guerriera dal coraggio non indifferente. 

domenica 11 ottobre 2026

Anche a Salonicco c'è Roma




Che si viaggi in Italia o all'estero, che si visiti la Spagna, la Francia, l'Inghilterra, l'Egitto, la Turchia, la Romania, la Tunisia o la Grecia come in questo caso, così come qualunque altro luogo del continente europeo, del Medio Oriente o del nord Africa, una cosa emerge comune a tutte queste aree del Mediterraneo: i monumenti romani. 

Non importa dove vi recate, nelle aree elencate di questi tre continenti vedrete sempre, oltre alle culture locali, anche Roma. 

Acquedotti, arene, terme, teatri, templi e molto altro. 

Dove giungeva Roma arrivava anche l'ingegneria e l'architettura. 

Dove arrivavano i romani costruivano e ve lo posso garantire proprio io che ho viaggiato in molti dei luoghi sopra citati. 

L'agorà romana di Salonicco nella Grecia del nord, detta anche Foro romano di Salonicco, ne è un esempio.

Venne costruita alla fine del II secolo d.C. sopra un'agorà più antica di epoca macedone, anche se alcune fonti la datano alla fine I secolo d.C. e rimaneggiata nel corso del II secolo.

Fu il centro amministrativo, politico, economico e sociale della città fino al V-VI secolo. 

Si ritiene che il Foro e il teatro siano stati usati almeno fino al VI secolo.

È un complesso a due terrazze con stoà a due piani, una piazza rettangolare lastricata in pietra di 146m x 97m, circondata da portici, botteghe ed edifici pubblici.

Negli anni '60 il comune voleva costruire proprio lì il nuovo Palazzo di Giustizia ma durante gli scavi del 1962, i resti dell'agorà e dell'Odeon vennero alla luce per caso. 






Il progetto del tribunale fu annullato e trasferito altrove, ma il nome "Piazza Dikastirion" è rimasto nell'uso popolare. 

I restauri iniziarono nel 1989.

Sul lato est è presente e restaurato un teatro con una capienza di 2000-2500 persone. 

Era usato per spettacoli musicali e ancora oggi vi vengono organizzati concerti ed eventi culturali. 

Oggi il complesso è un sito archeologico a cielo aperto con un museo sotterraneo che ospita i reperti trovati sul posto.





Sul margine sud del Foro sorgeva un tempo un portico noto come "Gli Idoli Incantati", le cui decorazioni sono finite al museo del Louvre di Parigi già trattato su questo sito web. 

Se non fosse stato per gli scavi del '62 oggi questa grande area di epoca romana sarebbe ancora sepolta sotto ben tre strati urbani, da quello moderno a quello Ottomano fino alla pavimentazione Bizantina. 

giovedì 8 ottobre 2026

La città di Zeus



Nata nel VI secolo a.C. ai piedi del monte Olimpo, considerato la casa degli Dei, Dion venne fondata secondo il mito da Deucalione (il Noè originale per intenderci) dopo il grande diluvio come città sacra a Zeus. 

Nel V secolo a.C. il re di Macedonia Archelao istituì in città giochi atletici, spettacoli teatrali e riti sacrificali in onore a Zeus rendendola il più importante luogo di culto legato al re degli Dei del suo tempo. 

In questo luogo Filippo II veniva a celebrare le sue vittorie in battaglia e a seguire suo figlio Alessandro Magno si recò sul posto per compiere sacrifici propiziatori alla vigilia della sua campagna militare in Asia. 

Il tempio più importante era naturalmente quello di Zeus Olympios nel quale si svolgeva una particolare cerimonia detta "ecatombe", ossia il sacrificio di 100 buoi in onore al re degli Dei. 

Il secondo tempio per importanza era titolato a Zeus Hypsistos (tradotto "l'altissimo") e a seguire il santuario di Demetra venerata come Dea Madre che rende possibile la vita sulla Terra. 








Il terzo e ultimo luogo di culto presente a Dion ci porta avanti nel tempo fino al II secolo a.C., una struttura oggi in parte sommersa dedicata alla Dea egizia Iside. 

L'epoca ellenistica fu infatti caratterizzata da un grande multiculturalismo e un'apertura verso il mondo che i greci non avevano mai avuto fino a quel momento e il culto di Iside trovò fortuna diffondendosi in tutta l'area del Mediterraneo fino a Dion. 

Continuando nell'esplorazione di quella che era una delle città sacre più importanti del mondo è possibile ammirare edifici e strutture di diverse epoche, dal teatro ellenistico fino a quello romano e alle terme del II secolo d.C. 

Diversi sono i resti di abitazioni sparsi in tutta l'area archeologica, una delle più grandi viste in vita mia, ad alcune delle quali è stato addirittura possibile risalire al nome degli occupanti grazie incisioni trovate sul posto, come la casa di Zosas e la casa di Leda.









Persone comuni, gente del popolo che certamente mai avrebbero immaginato al tempo che un giorno il loro nome sarebbe passato alla Storia solo per averlo scritto su un pavimento a mosaico o su un manufatto, grazie all'archeologia del ventunesimo secolo.

A tal proposito, in diverse aree dell'antica città gli scavi archeologici sono ancora in corso nel momento in cui scrivo queste righe (ottobre 2026) e si ipotizza che tutto ciò che è emerso fino a oggi sia solo una piccola porzione di Dion. 




Pur avendo in seguito perso importanza in favore del centro di culto più grande e importante di tutta la Grecia, ovvero la magnifica Delfi da me esplorata per ben due anni consecutivi e descritta in questo stesso sito web, Dion resta sicuramente uno dei luoghi sacri più antichi del mondo greco, forse il più importante del regno macedone e il più vicino al Dio a cui è titolata (Zeus) trovandosi proprio ai piedi dell'Olimpo. 

Per arrivare a Dion, esplorata insieme a mia moglie, abbiamo preso il percorso difficile, una lunga camminata su uno dei versanti di quell'Olimpo la cui vetta è costantemente coperta dalle nuvole, un trekking lungo pareti rocciose scoscese, passando sotto alberi caduti e costeggiando cascate. 




In realtà il sito archeologico è facilmente raggiungibile anche via strada in auto o bus, ma ci piacciono le esperienze estreme. 

Insomma la vita sarà anche una, ma va VISSUTA, altrimenti tanto vale stare a casa.

Personalmente prima di questa visita non ho mai dato troppa importanza a Dion in quanto facendo ricerche web è possibile notare come sia spesso sottovalutata se confrontata alla già citata Delfi, ma visitandola di persona mi sono dovuto ricredere. 

Consiglio Dion a tutti gli amanti di archeologia ed esplorazione e spero di poterci un giorno fare ritorno e scoprire cos'hanno portato alla luce gli scavi che si svolgevano durante il mio sopralluogo. 



Nb. Dion, così come altri luoghi descritti su questo portale, è documentata anche sul mio canale TikTok con un video girato sul posto. 

mercoledì 7 ottobre 2026

Esplorando i resti di Filippi



Quando si parla di città fondate dagli Argeadi la mente corre subito ad Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro il Grande, e alla moltitudine di altre Alessandrie (oggi non più tali) da lui fatte edificare dal Mediterraneo ai confini con l'India. 

Tuttavia anche suo padre, il Grande Filippo II, l'unificatore dell'Ellade fondò una grande città a cui diede il suo nome. 




Conosciuta principalmente per la battaglia lì svoltasi nel 42 a.C. tra le forze congiunte di Marco Antonio e Ottaviano al tempo in cui erano ancora alleati e l'esercito guidato dai cesaricidi Bruto e Cassio, non tutti sanno che la città di Filippi è stata creata tre secoli prima proprio da Filippo II per essere la seconda città più importante del regno di Macedonia nonché zecca nella quale veniva coniata moneta. 

In realtà la città nacque su un piccolo insediamento pre esistente chiamato Crenides, a sua volta una colonia fondata dagli abitanti di Taso, a cui il re diede il proprio nome dopo averla difesa dall'ennesima incursione dei vicini Traci e avviò cantieri per trasformarla in una grande metropoli.

Ho esplorato le antiche rovine di Filippi percorrendone tutte le vie, visitandone i resti dei templi, delle abitazioni, delle piazze e del teatro. 

In alcuni luoghi si stagliano maestosi ancora oggi monumenti o statue dell'epoca.











Filippi ebbe notevole importanza anche in epoca cristiana pertanto non è raro imbattersi, durante l'esplorazione, nei resti di antiche chiese erette a loro volta su precedenti templi pagani.

Mentre attraversavo le ampie strade di pietra di quella città in rovina ho attivato il mio "superpotere", quello di cui già una volta ho parlato in questo sito ovvero la capacità, guardando delle rovine, di ricostruire nella mia mente l'aspetto originario del luogo. 

Ho così immaginato di camminare tra alti e maestosi edifici bianco marmo adornati da magnifici colori e mosaici, percorrendo viali colonnati e passeggiando tra le strade di una metropoli d'epoca brulicante di vita. 

Transitando nei pressi del tempio ho "assistito" ad una cerimonia religiosa, ho "visto" i mercanti ai lati delle strade vendere pregiate spezie provenienti dall'Oriente e per poco non venivo investito da un messaggero a cavallo che accorreva per annunciare la vittoria del re a Cheronea contro l'alleanza di città-Stato che si erano unite per rovesciare il dominio macedone. 

Tutto è avvenuto nella mia mente, mentre percorrevo ogni via di quella importante città, per poi tornare alla realtà in uno scenario desolato, silenzioso e polveroso e come ogni volta mi si è spaccato il cuore al vedere come alcuni luoghi in passato gloriosi oggi siano cumuli di pietre. 

Questo è ciò che avviene nella mia testa quando mi trovo in un luogo simile e non baratterei questa capacità d'immaginazione nemmeno per tutto l'oro del mondo, perché è ciò che mi permette di empatizzare con il passato.

Tornando ai giorni nostri, a differenza di altri luoghi aperti a tutti a Filippi è possibile accedere previo acquisto del biglietto d'ingresso e con una maggiorazione visitare anche il vicino museo che contiene ogni sorta di reperto trovato nel sito archeologico durante le varie campagne di scavo. 

A questa città è legato il popolare detto "ci rivedremo a Filippi", una frase ripresa anche da William Shakespeare in riferimento alla battaglia romana sopra citata e che in una diatriba o contesa vuole significare: "ci rivedremo alla resa dei conti". 

Come riportato dal sito Punto Grecia:

"Filippi è oggi il più importante sito archeologico della Macedonia orientale, inserito tra i patrimoni UNESCO, un perfetto incrocio di culture e civiltà, teatro di una delle più decisive battaglie dell’antichità e luogo emblematico per l’affermarsi del cristianesimo sul suolo europeo, Filippi vide passare per le sue strade re macedoni, politici, condottieri, soldati romani e uno dei più importanti apostoli".

martedì 6 ottobre 2026

Pella, la città degli Argeadi (e non solo)




Fondata alla fine del V secolo a.C. per essere la capitale del nascente regno di Macedonia, Pella fu la città che diede i natali a due veri titani della Storia: Filippo II e suo figlio Alessandro Magno. 

Da qui Filippo iniziò la sua opera di civilizzazione dei macedoni, fino a quel momento un popolo semibarbaro ai margini del mondo greco. 

Organizzò lo Stato su modello di una monarchia semiereditaria, strutturò l'esercito secondo ranghi precisi, sviluppò un nuovo modo di combattere mediante l'utilizzo di sarisse e baliste e mosse dapprima contro le tribù barbare del nord e in seguito contro le città-Stato elleniche. 

Il controllo pressoché totale dell'Ellade arrivò con la folgorante vittoria nella battaglia di Cheronea dopo la quale tutte le città-Stato si arresero ufficialmente al dominio macedone, eccetto Sparta la quale tuttavia vide notevolmente ridursi il territorio e restò completamente isolata. 

Sempre a Pella, e in seguito a Mieza, Filippo convocò filosofi e uomini di cultura greca come Aristotele affinché educassero le future generazioni di giovani macedoni. 

Proprio tra questi vi era suo figlio Alessandro e i figli dei suoi generali, destinati a diventare i luogotenenti del figlio e dopo la morte di questi a dare il via ad una delle epoche più luminose di sempre, l'Ellenismo. 




Tra questi vi fu anche Tolomeo, colui che alla prematura scomparsa di Alessandro ereditò il dominio sull'Egitto da questi conquistato divenendo il primo faraone tolemaico col nome di Tolomeo I Soter. 

Pella è quindi una città fortemente legata tanto agli Argeadi quanto ai Tolomei (la dinastia della famosissima Cleopatra VII). 

A Pella Alessandro nacque e crebbe, venne educato, addestrato e divenuto re appena ventenne iniziò a seguire le orme del padre. 

Da questo luogo Alessandro mosse contro i Traci, i Triballi, i Geti, gli Illiri e in ultimo contro Tebe per ridare stabilità a un regno scoppiato nel caos dopo la morte di Filippo. 

In seguito, rientrato nella sua capitale, iniziò i preparativi per la più fulgida e gloriosa delle imprese: la conquista totale del vastissimo Impero Persiano, un dominio che si estendeva su due continenti dal Mediterraneo fino alla lontana India. 




L'impresa a cui Alessandro dedicò la vita, che lo portò a ellenizzare tutto il mondo conosciuto, fondare decine di città col suo nome e per cui non fece più ritorno in Macedonia, morendo prematuramente a soli 33 anni dopo aver creato un impero vastissimo senza mai riportare sconfitta in battaglia. 

Che la campagna militare di Alessandro andasse prima o poi compiuta non c'erano dubbi, già Filippo aveva posto le prime basi per la marcia verso Oriente. 

Per troppo tempo l'Ellade non fece altro che difendersi dai continui attacchi da parte dell'Impero Persiano senza mai contrattaccare. 

I famosi episodi della battaglia di Maratona, della battaglia delle Termopili o della battaglia di Salamina sono solo alcuni esempi e seppur alla fine sempre vincitori, i popoli elleni si vedevano ogni volta privati di qualcosa, come quando Serse I incendiò e saccheggiò Atene di tutte le sue ricchezze e monumenti. 

Nessuna città-Stato da sola avrebbe potuto competere con un impero, ma unendo l'Ellade sotto un'unica bandiera (quella macedone) la Persia avrebbe dovuto affrontare un nemico di pari valore, seppur sempre inferiore in termini di numeri sul campo. 

Alessandro lo sapeva, così come lo sapeva suo padre e per questo, creato un potente e addestratissimo esercito di 40.000 soldati, arrivò finalmente il giorno della rivalsa ellenica contro il nemico di sempre. 

Alessandro apportò a sua volta innovazioni importanti all'esercito con un corpo di cavalleria da lui stesso guidato capace di decidere le sorti di uno scontro grazie ad una formidabile strategia a incudine e martello che avrebbe annientato anche armate più numerose della sua. 

Da Pella Alessandro ancora giovanissimo, ma non per questo inesperto, partì per non farvi più ritorno ma per cambiare il volto del mondo e renderlo ellenico e anche se alla sua morte l'impero si sfaldò, questo obiettivo venne raggiunto in pieno dando origine a regni ellenici che perdurarono per secoli fino all'arrivo dei romani, fino all'ultima regina ellenistica Cleopatra VII.

Dell'antica capitale del regno macedone rimangono i resti a testimonianza di un glorioso passato. 







Sapere di trovarmi nel luogo in cui Filippo prima e Alessandro in seguito, così come gli altri nomi a loro legati come la regina Olimpiade o il futuro fondatore della dinastia tolemaica, sono nati, cresciuti o hanno vissuto per decenni è stata una di quelle emozioni provate raramente durante l'esplorazione di un sito archeologico. 








Mi sono mosso camminando su antiche strade, tra le rovine degli stessi templi in cui i nomi citati venivano a rendere culto, camminando sugli stessi pavimenti su cui hanno camminato loro e ammirando gli stessi mosaici su cui si posavano ogni giorno gli occhi di questi personaggi immensi del passato. 

Pella è molto più di un sito archeologico, è emozione per chiunque ami la Storia.