Benvenuti sul mio sito!




Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

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domenica 11 ottobre 2026

Anche a Salonicco c'è Roma




Che si viaggi in Italia o all'estero, che si visiti la Spagna, la Francia, l'Inghilterra, l'Egitto, la Turchia, la Romania, la Tunisia o la Grecia come in questo caso, così come qualunque altro luogo del continente europeo, del Medio Oriente o del nord Africa, una cosa emerge comune a tutte queste aree del Mediterraneo: i monumenti romani. 

Non importa dove vi recate, nelle aree elencate di questi tre continenti vedrete sempre, oltre alle culture locali, anche Roma. 

Acquedotti, arene, terme, teatri, templi e molto altro. 

Dove giungeva Roma arrivava anche l'ingegneria e l'architettura. 

Dove arrivavano i romani costruivano e ve lo posso garantire proprio io che ho viaggiato in molti dei luoghi sopra citati. 

L'agorà romana di Salonicco nella Grecia del nord, detta anche Foro romano di Salonicco, ne è un esempio.

Venne costruita alla fine del II secolo d.C. sopra un'agorà più antica di epoca macedone, anche se alcune fonti la datano alla fine I secolo d.C. e rimaneggiata nel corso del II secolo.

Fu il centro amministrativo, politico, economico e sociale della città fino al V-VI secolo. 

Si ritiene che il Foro e il teatro siano stati usati almeno fino al VI secolo.

È un complesso a due terrazze con stoà a due piani, una piazza rettangolare lastricata in pietra di 146m x 97m, circondata da portici, botteghe ed edifici pubblici.

Negli anni '60 il comune voleva costruire proprio lì il nuovo Palazzo di Giustizia ma durante gli scavi del 1962, i resti dell'agorà e dell'Odeon vennero alla luce per caso. 






Il progetto del tribunale fu annullato e trasferito altrove, ma il nome "Piazza Dikastirion" è rimasto nell'uso popolare. 

I restauri iniziarono nel 1989.

Sul lato est è presente e restaurato un teatro con una capienza di 2000-2500 persone. 

Era usato per spettacoli musicali e ancora oggi vi vengono organizzati concerti ed eventi culturali. 

Oggi il complesso è un sito archeologico a cielo aperto con un museo sotterraneo che ospita i reperti trovati sul posto.





Sul margine sud del Foro sorgeva un tempo un portico noto come "Gli Idoli Incantati", le cui decorazioni sono finite al museo del Louvre di Parigi già trattato su questo sito web. 

Se non fosse stato per gli scavi del '62 oggi questa grande area di epoca romana sarebbe ancora sepolta sotto ben tre strati urbani, da quello moderno a quello Ottomano fino alla pavimentazione Bizantina. 

giovedì 8 ottobre 2026

La città di Zeus



Nata nel VI secolo a.C. ai piedi del monte Olimpo, considerato la casa degli Dei, Dion venne fondata secondo il mito da Deucalione (il Noè originale per intenderci) dopo il grande diluvio come città sacra a Zeus. 

Nel V secolo a.C. il re di Macedonia Archelao istituì in città giochi atletici, spettacoli teatrali e riti sacrificali in onore a Zeus rendendola il più importante luogo di culto legato al re degli Dei del suo tempo. 

In questo luogo Filippo II veniva a celebrare le sue vittorie in battaglia e a seguire suo figlio Alessandro Magno si recò sul posto per compiere sacrifici propiziatori alla vigilia della sua campagna militare in Asia. 

Il tempio più importante era naturalmente quello di Zeus Olympios nel quale si svolgeva una particolare cerimonia detta "ecatombe", ossia il sacrificio di 100 buoi in onore al re degli Dei. 

Il secondo tempio per importanza era titolato a Zeus Hypsistos (tradotto "l'altissimo") e a seguire il santuario di Demetra venerata come Dea Madre che rende possibile la vita sulla Terra. 








Il terzo e ultimo luogo di culto presente a Dion ci porta avanti nel tempo fino al II secolo a.C., una struttura oggi in parte sommersa dedicata alla Dea egizia Iside. 

L'epoca ellenistica fu infatti caratterizzata da un grande multiculturalismo e un'apertura verso il mondo che i greci non avevano mai avuto fino a quel momento e il culto di Iside trovò fortuna diffondendosi in tutta l'area del Mediterraneo fino a Dion. 

Continuando nell'esplorazione di quella che era una delle città sacre più importanti del mondo è possibile ammirare edifici e strutture di diverse epoche, dal teatro ellenistico fino a quello romano e alle terme del II secolo d.C. 

Diversi sono i resti di abitazioni sparsi in tutta l'area archeologica, una delle più grandi viste in vita mia, ad alcune delle quali è stato addirittura possibile risalire al nome degli occupanti grazie incisioni trovate sul posto, come la casa di Zosas e la casa di Leda.









Persone comuni, gente del popolo che certamente mai avrebbero immaginato al tempo che un giorno il loro nome sarebbe passato alla Storia solo per averlo scritto su un pavimento a mosaico o su un manufatto, grazie all'archeologia del ventunesimo secolo.

A tal proposito, in diverse aree dell'antica città gli scavi archeologici sono ancora in corso nel momento in cui scrivo queste righe (ottobre 2026) e si ipotizza che tutto ciò che è emerso fino a oggi sia solo una piccola porzione di Dion. 




Pur avendo in seguito perso importanza in favore del centro di culto più grande e importante di tutta la Grecia, ovvero la magnifica Delfi da me esplorata per ben due anni consecutivi e descritta in questo stesso sito web, Dion resta sicuramente uno dei luoghi sacri più antichi del mondo greco, forse il più importante del regno macedone e il più vicino al Dio a cui è titolata (Zeus) trovandosi proprio ai piedi dell'Olimpo. 

Per arrivare a Dion, esplorata insieme a mia moglie, abbiamo preso il percorso difficile, una lunga camminata su uno dei versanti di quell'Olimpo la cui vetta è costantemente coperta dalle nuvole, un trekking lungo pareti rocciose scoscese, passando sotto alberi caduti e costeggiando cascate. 




In realtà il sito archeologico è facilmente raggiungibile anche via strada in auto o bus, ma ci piacciono le esperienze estreme. 

Insomma la vita sarà anche una, ma va VISSUTA, altrimenti tanto vale stare a casa.

Personalmente prima di questa visita non ho mai dato troppa importanza a Dion in quanto facendo ricerche web è possibile notare come sia spesso sottovalutata se confrontata alla già citata Delfi, ma visitandola di persona mi sono dovuto ricredere. 

Consiglio Dion a tutti gli amanti di archeologia ed esplorazione e spero di poterci un giorno fare ritorno e scoprire cos'hanno portato alla luce gli scavi che si svolgevano durante il mio sopralluogo. 



Nb. Dion, così come altri luoghi descritti su questo portale, è documentata anche sul mio canale TikTok con un video girato sul posto. 

mercoledì 7 ottobre 2026

Esplorando i resti di Filippi



Quando si parla di città fondate dagli Argeadi la mente corre subito ad Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro il Grande, e alla moltitudine di altre Alessandrie (oggi non più tali) da lui fatte edificare dal Mediterraneo ai confini con l'India. 

Tuttavia anche suo padre, il Grande Filippo II, l'unificatore dell'Ellade fondò una grande città a cui diede il suo nome. 




Conosciuta principalmente per la battaglia lì svoltasi nel 42 a.C. tra le forze congiunte di Marco Antonio e Ottaviano al tempo in cui erano ancora alleati e l'esercito guidato dai cesaricidi Bruto e Cassio, non tutti sanno che la città di Filippi è stata creata tre secoli prima proprio da Filippo II per essere la seconda città più importante del regno di Macedonia nonché zecca nella quale veniva coniata moneta. 

In realtà la città nacque su un piccolo insediamento pre esistente chiamato Crenides, a sua volta una colonia fondata dagli abitanti di Taso, a cui il re diede il proprio nome dopo averla difesa dall'ennesima incursione dei vicini Traci e avviò cantieri per trasformarla in una grande metropoli.

Ho esplorato le antiche rovine di Filippi percorrendone tutte le vie, visitandone i resti dei templi, delle abitazioni, delle piazze e del teatro. 

In alcuni luoghi si stagliano maestosi ancora oggi monumenti o statue dell'epoca.











Filippi ebbe notevole importanza anche in epoca cristiana pertanto non è raro imbattersi, durante l'esplorazione, nei resti di antiche chiese erette a loro volta su precedenti templi pagani.

Mentre attraversavo le ampie strade di pietra di quella città in rovina ho attivato il mio "superpotere", quello di cui già una volta ho parlato in questo sito ovvero la capacità, guardando delle rovine, di ricostruire nella mia mente l'aspetto originario del luogo. 

Ho così immaginato di camminare tra alti e maestosi edifici bianco marmo adornati da magnifici colori e mosaici, percorrendo viali colonnati e passeggiando tra le strade di una metropoli d'epoca brulicante di vita. 

Transitando nei pressi del tempio ho "assistito" ad una cerimonia religiosa, ho "visto" i mercanti ai lati delle strade vendere pregiate spezie provenienti dall'Oriente e per poco non venivo investito da un messaggero a cavallo che accorreva per annunciare la vittoria del re a Cheronea contro l'alleanza di città-Stato che si erano unite per rovesciare il dominio macedone. 

Tutto è avvenuto nella mia mente, mentre percorrevo ogni via di quella importante città, per poi tornare alla realtà in uno scenario desolato, silenzioso e polveroso e come ogni volta mi si è spaccato il cuore al vedere come alcuni luoghi in passato gloriosi oggi siano cumuli di pietre. 

Questo è ciò che avviene nella mia testa quando mi trovo in un luogo simile e non baratterei questa capacità d'immaginazione nemmeno per tutto l'oro del mondo, perché è ciò che mi permette di empatizzare con il passato.

Tornando ai giorni nostri, a differenza di altri luoghi aperti a tutti a Filippi è possibile accedere previo acquisto del biglietto d'ingresso e con una maggiorazione visitare anche il vicino museo che contiene ogni sorta di reperto trovato nel sito archeologico durante le varie campagne di scavo. 

A questa città è legato il popolare detto "ci rivedremo a Filippi", una frase ripresa anche da William Shakespeare in riferimento alla battaglia romana sopra citata e che in una diatriba o contesa vuole significare: "ci rivedremo alla resa dei conti". 

Come riportato dal sito Punto Grecia:

"Filippi è oggi il più importante sito archeologico della Macedonia orientale, inserito tra i patrimoni UNESCO, un perfetto incrocio di culture e civiltà, teatro di una delle più decisive battaglie dell’antichità e luogo emblematico per l’affermarsi del cristianesimo sul suolo europeo, Filippi vide passare per le sue strade re macedoni, politici, condottieri, soldati romani e uno dei più importanti apostoli".

martedì 6 ottobre 2026

Pella, la città degli Argeadi (e non solo)




Fondata alla fine del V secolo a.C. per essere la capitale del nascente regno di Macedonia, Pella fu la città che diede i natali a due veri titani della Storia: Filippo II e suo figlio Alessandro Magno. 

Da qui Filippo iniziò la sua opera di civilizzazione dei macedoni, fino a quel momento un popolo semibarbaro ai margini del mondo greco. 

Organizzò lo Stato su modello di una monarchia semiereditaria, strutturò l'esercito secondo ranghi precisi, sviluppò un nuovo modo di combattere mediante l'utilizzo di sarisse e baliste e mosse dapprima contro le tribù barbare del nord e in seguito contro le città-Stato elleniche. 

Il controllo pressoché totale dell'Ellade arrivò con la folgorante vittoria nella battaglia di Cheronea dopo la quale tutte le città-Stato si arresero ufficialmente al dominio macedone, eccetto Sparta la quale tuttavia vide notevolmente ridursi il territorio e restò completamente isolata. 

Sempre a Pella, e in seguito a Mieza, Filippo convocò filosofi e uomini di cultura greca come Aristotele affinché educassero le future generazioni di giovani macedoni. 

Proprio tra questi vi era suo figlio Alessandro e i figli dei suoi generali, destinati a diventare i luogotenenti del figlio e dopo la morte di questi a dare il via ad una delle epoche più luminose di sempre, l'Ellenismo. 




Tra questi vi fu anche Tolomeo, colui che alla prematura scomparsa di Alessandro ereditò il dominio sull'Egitto da questi conquistato divenendo il primo faraone tolemaico col nome di Tolomeo I Soter. 

Pella è quindi una città fortemente legata tanto agli Argeadi quanto ai Tolomei (la dinastia della famosissima Cleopatra VII). 

A Pella Alessandro nacque e crebbe, venne educato, addestrato e divenuto re appena ventenne iniziò a seguire le orme del padre. 

Da questo luogo Alessandro mosse contro i Traci, i Triballi, i Geti, gli Illiri e in ultimo contro Tebe per ridare stabilità a un regno scoppiato nel caos dopo la morte di Filippo. 

In seguito, rientrato nella sua capitale, iniziò i preparativi per la più fulgida e gloriosa delle imprese: la conquista totale del vastissimo Impero Persiano, un dominio che si estendeva su due continenti dal Mediterraneo fino alla lontana India. 




L'impresa a cui Alessandro dedicò la vita, che lo portò a ellenizzare tutto il mondo conosciuto, fondare decine di città col suo nome e per cui non fece più ritorno in Macedonia, morendo prematuramente a soli 33 anni dopo aver creato un impero vastissimo senza mai riportare sconfitta in battaglia. 

Che la campagna militare di Alessandro andasse prima o poi compiuta non c'erano dubbi, già Filippo aveva posto le prime basi per la marcia verso Oriente. 

Per troppo tempo l'Ellade non fece altro che difendersi dai continui attacchi da parte dell'Impero Persiano senza mai contrattaccare. 

I famosi episodi della battaglia di Maratona, della battaglia delle Termopili o della battaglia di Salamina sono solo alcuni esempi e seppur alla fine sempre vincitori, i popoli elleni si vedevano ogni volta privati di qualcosa, come quando Serse I incendiò e saccheggiò Atene di tutte le sue ricchezze e monumenti. 

Nessuna città-Stato da sola avrebbe potuto competere con un impero, ma unendo l'Ellade sotto un'unica bandiera (quella macedone) la Persia avrebbe dovuto affrontare un nemico di pari valore, seppur sempre inferiore in termini di numeri sul campo. 

Alessandro lo sapeva, così come lo sapeva suo padre e per questo, creato un potente e addestratissimo esercito di 40.000 soldati, arrivò finalmente il giorno della rivalsa ellenica contro il nemico di sempre. 

Alessandro apportò a sua volta innovazioni importanti all'esercito con un corpo di cavalleria da lui stesso guidato capace di decidere le sorti di uno scontro grazie ad una formidabile strategia a incudine e martello che avrebbe annientato anche armate più numerose della sua. 

Da Pella Alessandro ancora giovanissimo, ma non per questo inesperto, partì per non farvi più ritorno ma per cambiare il volto del mondo e renderlo ellenico e anche se alla sua morte l'impero si sfaldò, questo obiettivo venne raggiunto in pieno dando origine a regni ellenici che perdurarono per secoli fino all'arrivo dei romani, fino all'ultima regina ellenistica Cleopatra VII.

Dell'antica capitale del regno macedone rimangono i resti a testimonianza di un glorioso passato. 







Sapere di trovarmi nel luogo in cui Filippo prima e Alessandro in seguito, così come gli altri nomi a loro legati come la regina Olimpiade o il futuro fondatore della dinastia tolemaica, sono nati, cresciuti o hanno vissuto per decenni è stata una di quelle emozioni provate raramente durante l'esplorazione di un sito archeologico. 








Mi sono mosso camminando su antiche strade, tra le rovine degli stessi templi in cui i nomi citati venivano a rendere culto, camminando sugli stessi pavimenti su cui hanno camminato loro e ammirando gli stessi mosaici su cui si posavano ogni giorno gli occhi di questi personaggi immensi del passato. 

Pella è molto più di un sito archeologico, è emozione per chiunque ami la Storia. 

sabato 3 ottobre 2026

La tomba di Filippo II di Macedonia



Quando si parla di grandi nomi del passato pochi sanno reggere il confronto con Alessandro il Grande. 

Divenuto re di Macedonia appena ventenne, si rese protagonista di una folgorante e inarrestabile marcia di conquista che lo condusse dalla Grecia verso terre sempre più lontane come l'Egitto, la Persia e l'India. 

Ma Alessandro non sarebbe stato Alessandro senza qualcuno che, prima di lui, trasformò quella che era una terra di pastori in una grande potenza militare. 

L'uomo che ha dato ad Alessandro i mezzi per realizzare la sua impresa e senza i quali egli mai si sarebbe potuto sognare di varcare anche solo l'Ellesponto. 

L'uomo che civilizzò "alla greca" un popolo semibarbaro e che, battaglia dopo battaglia, ottenne la supremazia sull'Ellade sottomettendo le città-Stato. 

L'uomo che inviò i suoi fedeli generali in Asia Minore con lo scopo di creare un sicuro approdo per la grande spedizione contro l'Impero Persiano. 

L'uomo che creò la sarissa, l'arma che avrebbe cambiato il modo di fare la guerra. 

Un uomo che della sua prigionia fece tesoro per apprendere le tattiche nemiche e, una volta tornato in patria, come neutralizzarle. 

Quell'uomo che si è letteralmente costruito da solo risponde al nome di Filippo II, il padre di Alessandro, chiamato da alcuni anche Filippo il Grande. 

Unificatore dell'Ellade, fondatore della Lega di Corinto, non solo un re ma un vero generale come pochi altri. 

Durante il mio viaggio in Macedonia nel 2026 (parlo della VERA Macedonia, la regione greca) ho avuto modo di visitare diverse mete legate alla dinastia degli Argeadi che ho anche documentato con una serie di video sul mio canale TikTok.

Tra queste la più importante, evocativa ed emozionante è stata sicuramente la tomba di Filippo a Vergina. 




Il grande tumulo sepolcrale, che per certi aspetti esterni ricorda le tombe a tumulo da me esplorate a Populonia, presenta due dromos di accesso, oggi trasformati in punto d'ingresso l'uno e di uscita l'altro, che conducono alcuni metri sotto il livello del suolo. 

L'interno della tomba è oggi completamente musealizzato e accessibile previo biglietto. 

All'interno si possono ammirare i resti delle antiche camere sepolcrali nelle quali sono state rinvenuti i resti di diverse persone legate o imparentate per via acquisita agli Argeadi. 




Esposta in una grande teca di vetro è possibile ammirare la bellissima panoplia completa di scudo e xiphos appartenuta e indossata in battaglia proprio da Filippo.

Ma l'attrattiva principale è sicuramente l'urna d'oro (larnax) con l'effige del Sole a sedici raggi (lo stemma degli Argeadi) nella quale sono custoditi proprio i resti ossei del grande condottiero. 

Filippo infatti venne cremato ma i suoi resti non furono ridotti completamente in cenere e vennero raccolti in un larnax collocato poi all'interno di un più grande sarcofago di pietra. 

Appesa sopra l'urna è presente una corona funebre di ghirlanda dorata.




Nella medesima stanza è presente un'altra urna simile contenente i resti di una donna non ancora identificata con certezza, forse Meda di Odessa oppure Cleopatra Euridice (assassinata con il figlio neonato Carano da Olimpiade d'Epiro, madre di Alessandro Magno), una delle mogli più giovani di Filippo con uno dei figli; in alternativa sono state avanzare ipotesi che la sepoltura possa appartenere a Cinane, sorellastra di Alessandro, o a sua figlia Euridice II. 

La presenza di armi nel corredo funerario della donna in questione sembra tuttavia restringere il campo teorico a soli due nomi, Cinane e Meda. 

Il resto del corredo presente nella tomba comprende vasellame di valore, armi di varia tipologia, oggetti legati alla guerra ma anche suppellettili, monili e altro ancora. 








Per preservare l'immersività della visita i gestori del luogo hanno deciso di preservare l'intero ambiente interno buio e poco illuminato, così da far sentire il visitatore come un vero Indiana Jones (o una Lara Croft se siete donne) che si addentra per la prima volta in una tomba sigillata da millenni. 

Inizialmente era stata proposta, al tempo della scoperta della tomba nel 1977, l'identificazione dell'occupante principale come Filippo Arrideo, fratellastro di Alessandro. 

Tuttavia alcuni segni rinvenuti sui resti ossei compatibili con quelli riportati dalle fonti circa le ferite riportate in battaglia da Filippo II e il corredo funerario permisero di attribuire senza alcuna ombra di dubbio la sepoltura al grande re guerriero che cambiò per sempre il volto della Grecia e spianò la strada iniziale al conquistatore più osannato di tutti i tempi. 







Le antiche tombe sono in assoluto i luoghi che preferisco esplorare e tra tombe etrusche nella regione in cui vivo, micenee in Grecia, faraoniche visitate nel 2023 in Egitto, romane e altre posso dire di averne toccate a decine e decine (molte documentate su questo stesso sito), ma l'emozione di trovarmi a meno di un metro da un simile uomo è stata pari a quella provata nel 2023 alla tomba di Leonida a Sparta o in Egitto nella tomba originale della regina Nefertari, qualcosa che quasi nessun nome del passato tra quelli attualmente scoperti riesce a eguagliare.

Riguardo quelli non ancora scoperti è un'altra storia...