Il Passo delle Termopili, un luogo che evoca sacrificio, abnegazione, eroismo.
In questo luogo nell'estate del 480 a.C. avvenne quella che è considerata dagli storici non solo la più famosa battaglia mai combattuta dagli spartani, ma la più importante di tutta la Storia occidentale.Una resistenza che ebbe un contraccolpo che come effetto domino ha plasmato parte del mondo fino ai giorni nostri.
E poi ci sono i luoghi comuni da sfatare:
"Ma gli spartani non erano solo 300."
"Sì, gli SPARTIATI erano 300, gli altri provenienti da Sparta erano iloti."
"Non c'erano solo spartani."
"No, non c'erano solo loro, ma loro rimasero anche il terzo giorno quando ormai tutto era perduto e l'unica certezza era la morte."
"Ma oltre a loro si sacrificarono anche tebani e tespiesi."
"No, i tespiesi caddero per proteggere le retrovie e i tebani furono costretti a rimanere come punizione per la defezione di Tebe."
"Ma i persiani non erano 1.000.000."
"No, erano in un numero che andava dalle 200.000 alle 400.000 unità, scusate se è poco da affrontare con meno di 10.000 uomini di cui restarono solo 298 spartani poiché il resto dell'esercito greco si ritirò."
"Ma i persiani non erano mostri con lame al posto delle braccia e zanne affilate al posto dei denti."
"Ok, su questo avete ragione, la società persiana era assai più esteta e amante della bellezza di quanto i greci lo siano mai stati in tutta la loro Storia e io stesso ne subisco l'incredibile fascino."
"Ma la sconfitta alle Termopili fu inutile..."
No...
Senza la battaglia delle Termopili l'occidente non avrebbe conosciuto cose come la democrazia, nata negli anni seguenti ad Atene, la filosofia o la medicina moderna sviluppata in seguito da Ippocrate.
Scordatevi Alessandro il Grande, Cleopatra (erede in Egitto delle conquiste di Alessandro), forse anche l'Impero Romano e tutto quanto è nato negli anni e nei secoli successivi a questo evento.
Senza la resistenza di un pugno di greci alle Termopili guidati da un ancor più esiguo manipolo di spartani al seguito di re Leonida contro lo smisurato esercito di Serse I, una singola sconfitta ma che condusse alla vittoria di tutta la guerra, oggi l'Europa intesa come continente non sarebbe che una provincia lontana di un impero orientale.
Forse migliore, forse peggiore di come è stata e com'è ora, non lo sapremo mai, ma sicuramente molto lontana dal nostro modo di vivere.
Ma la battaglia delle Termopili è anche una battaglia ideologica, la lotta di pochi contro i molti per continuare a essere noi stessi contro chi ci vorrebbe diversi.
È il luogo che meglio di ogni altro rappresenta la resistenza a qualcosa percepito come tirannia.
Resistenza in nome della libertà.
Questo è il luogo dove 300 spartani messi davanti a sconfitta sicura mentre gli altri greci si ritiravano dopo tre giorni di battaglia ininterrotta, scelsero volontariamente il sacrificio per garantire un futuro alla loro patria.
Più distante, come accennato, anche 700 valorosi tespiesi ne seguirono l'esempio.
Perché i persiani non bramavano solo la conquista ma l'annientamento totale e l'avevano brutalmente dimostrato ad Atene saccheggiando, incendiando, distruggendo.
Così fu che mossi da coraggio dinnanzi a tanto eroismo di pochi, tutte le città-Stato greche si unirono nella cosiddetta Lega Panellenica dispiegando i loro eserciti e respinsero l'invasore nelle tre battaglie successive, Salamina, Platea e Micale vincendo la guerra e avviando la linea temporale di eventi che tutti conosciamo.
La battaglia delle Termopili fu molto più di una semplice battaglia tra forze in disparità, fu il crocevia della Storia e chi nega questo è manchevole di una visione d'insieme degli eventi storici.
E se film e romanzi hanno vestito l'evento di un alone mitico, mettendo piede sul luogo si ha come la sensazione che forse la realtà di ciò che avvenne qui supera di gran lunga la fantasia.
Se non ci fossero le prove della resistenza delle Termopili probabilmente l'evento sarebbe stato relegato ai miti.
Ma le prove ci sono, così come l'eredità di quell'atto di eroismo e abnegazione.
L'eredità...
Il perdurare delle città-Stato, l'invenzione della democrazia, della medicina, della filosofia, la nascita dei grandi condottieri occidentali successivi, il mondo di oggi.
Le prove...
Il resoconto (gonfiato) di Erodoto, i monumenti in tributo alle Guerre Persiane e il luogo dove la maggior parte di quegli eroi dai mantelli scarlatti ancora riposa.
Ma non siamo qui a parlare di politica, di numeri, di prese di posizione, tutte cose che possono dividere la gente.
Siamo qui a parlare di eroismo e questo luogo, che poco preserva del suo aspetto originario a causa del ritirarsi del mare e dell'erosione della scogliera, più di qualunque altro ne è la massima e inconfutabile espressione e su questo, credo, siamo tutti concordi.
Adesso mi immergo nel silenzio di questo posto, chiudendo gli occhi, lasciando che la mia mente viaggi nel tempo ricordando il clangore di spade infrante sugli scudi, tamburi da battaglia, il coraggio di guardare in faccia la morte e affrontare l'ignoto.
Questo posto, un luogo sacro.






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