Due grandi colonne alte circa 8 metri e mezzo accolgono chi arriva sull’isola della città vecchia di Taranto dal ponte girevole e salutano chi la lascia.
Si stagliano nel cielo di piazza Castello, proprio davanti all'ingresso del Castello Aragonese.Sono le uniche sopravvissute, insieme al basamento di una terza colonna, tra quelle che componevano il tempio dorico di Taranto, il cosiddetto “tempio di Poseidone” ma che in realtà, secondo gli archeologi, era dedicato a una Dea femminile dell'Oltretomba, con ogni probabilità Persefone.
Fu tra i primissimi templi edificati dai greci in Italia, secondo alcuni addirittura il primo in assoluto, nel VI secolo a.C.
Queste colonne in stile dorico rappresentano la testimonianza del passato spartano della città.
Taranto infatti, anticamente chiamata Taras (il nome originale è ancora oggi usato sullo stemma cittadino scritto in greco), può vantare un primato di cui nessun'altra città può fregiarsi, ovvero di essere l'UNICA colonia spartana al mondo.
L'unica città fondata dagli spartani che qui si stabilirono emigrando da Sparta oltre 2.700 anni fa.
La seconda Sparta accolse nel corso della sua Storia ben tre migrazioni di genti dalla Laconia.
La prima e più nota fu quella del 706 a.C. guidata dal generale Falanto che portò alla fondazione della città.
Un gran numero di spartani si stabilì su queste coste innalzando gloriosa quella che sarebbe diventata la città-Stato più potente della Magna Grecia.
Fu proprio durante questa prima fase che venne edificato il tempio a cui appartenevano le colonne doriche.
La seconda migrazione, più contenuta, si ebbe sotto il re di Sparta Archidamo III che pure si stabilì a Taranto con alcune migliaia di spartani, forse alcuni pronipoti di quei valorosi che lasciarono mogli e figli per combattere nella famosa battaglia delle Termopili, fino al giorno della sua caduta in battaglia avvenuta proprio in difesa della città.
Infine, in epoca Bizantina dunque più vicina a noi, si ebbe un ripopolamento dell'area da parte di emigrati laconi voluta da Costantinopoli per infondere nuova linfa ellenica al luogo.
Taranto è l'unica città spartana al mondo (dopo Sparta naturalmente), un nobile passato tornato in auge nell'ultimo ventennio per nutrire di turismo e soprattutto cultura una città conosciuta per mezzo secolo unicamente per la sua acciaieria, dimostrando ai tarantini come si possa vivere del proprio passato e soprattutto esserne orgogliosi.
Orgogliosi di essere eredi di quel popolo, gli spartani, che per primo diede diritti alle donne, che combatterono contro le tirannie e che difesero fino all'ultimo le loro città dal dispotismo di chi bramava sottometterli, in Grecia contro i persiani prima e i macedoni in seguito, in Magna Grecia contro i romani.
Ma i coloni possedevano qualcosa in più del popolo da cui si erano distaccati, essi non erano solo armi e guerra ma anche sapienza, ingegno, studio.
Videro infatti la luce proprio a Taranto le prime scuole filosofiche della Magna Grecia, come pure al grande tarantino Archita va attribuita la paternità di diverse branche dell'ingegneria.
A differenza degli spartani originali inoltre, i tarantini furono fin da subito un popolo di mare, dedito ai commerci con altri popoli del Mediterraneo e detentori di una potentissima marina militare capace di incutere soggezione persino alla potenza navale per eccellenza dell'epoca, Atene, costringendo gli ateniesi durante la Guerra del Peloponneso a virare verso la Sicilia dopo l'avvertimento da parte di Taranto di stare lontani dalle proprie coste.
Le colonne doriche, oggi come allora, sono il simbolo per eccellenza di questo grande e unico passato della città.






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