I Templi di File sono il complesso dei templi che sorgevano sull'omonima isola nel lago Nasser in Egitto, poi smontati e trasferiti sulla vicina isola di Agilkia nel 1977.
Il tempio di Iside rappresentava il principale centro del culto isiaco di tutto l'Egitto.L'isola di File è citata fin dall'antichità da numerosi autori classici, fra cui Strabone, Diodoro Siculo, Tolomeo, Seneca e Plinio il Vecchio, era la frontiera meridionale del regno egizio, pertanto i faraoni vi dislocarono una guarnigione militare, come fecero poi sia i Macedoni che i Romani, oltre ad essere un importante scalo commerciale fra l'Egitto e la Nubia.
Poiché, secondo la tradizione, era ritenuta uno dei luoghi di sepoltura di Osiride, l'isola di File era sacra sia per gli egizi che per i nubiani.
Il primo edificio sacro, di cui rimangono solo poche fondamenta, risale infatti al faraone nubiano Taharqa.
Era ritenuto sacrilego avvicinarsi all'area per chiunque non fosse un sacerdote.
Nei secoli e millenni successivi sorsero i templi oggi visibili (e visitabili), rendendo File uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio dell'antico Egitto.
I templi, gli ultimi di religione pagana in tutto il Mediterraneo, vennero chiusi nel VI secolo per volere dell'imperatore bizantino Giustiniano I.
Nel 1817 il tempio fu visitato dall'archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni che l'anno seguente, su ordine del console inglese, ne asportò l'obelisco.
L'obelisco fu portato in Inghilterra e, insieme alla stele di Rosetta, servì per decifrare i geroglifici egizi.
Il tempio più importante è sicuramente il Tempio di Iside che, costruito in epoca tolemaica, che domina l'intera isola.
Poco distante sorge il piccolo tempio di Hathor, eretto durante il regno di Tolomeo VII e sempre nella zona il cosiddetto Chiosco di Traiano, di cui si ignora la vera funzione.



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