Della tomba di Tutankhamon accennai già le mie impressioni, dopo averla visitata, nell'articolo che dedicai alla meravigliosa tomba della regina Nefertari e disponibile su questo stesso sito web scorrendo a ritroso nella home.
Fondamentalmente, dopo aver visitato altre tombe della Valle dei Re, chiunque varcando la soglia della tomba del faraone bambino ne rimarrebbe profondamente deluso.Si tratta infatti di una delle sepolture più piccole di tutta la valle (forse addirittura la più piccola).
Una tomba che nulla ha a che vedere con altre strutturate su più livelli nel sottosuolo, dotate di labirintici corridoi, molte camere da esplorare e alcune anche dieci volte più grandi.
Ma allora per quale motivo questa tomba poco più grande di uno scantinato è così famosa?
Qualcuno direbbe perché è l'ultima grande sepoltura rinvenuta in Egitto, ma costoro si sono forse persi circa mezzo secolo di scoperte successive soprattutto a Saqqara.
Altri direbbero perché appartenuta a un grande faraone, ignorando il fatto che Tutankhamon fosse in realtà uno dei faraoni più effimeri della Storia egizia, a cui possiamo attribuire il solo merito dell'aver ripristinato il tradizionale politeismo egizio dopo il periodo enoteistico di suo padre Akhenaton e della matrigna Nefertiti.
E allora cosa rende questo luogo così importante al punto da renderlo la scoperta archeologica più famosa del secolo scorso?
La risposta è una: a differenza delle altre, la tomba di Tutankhamon è rimasta inviolata per più di tremila anni.
Il tesoro ritrovato al suo interno, dal valore pari al PIL di uno Stato, oggi esposto nei musei del Cairo è uno dei più grandi patrimoni dell'umanità che siano mai stati rinvenuti.
Dal trono rivestito in oro (da me documentato in un video girato sul posto e pubblicato sul mio canale TikTok), il sarcofago e la celebre maschera funeraria in oro massiccio solo solo alcuni dei pezzi più importanti di questo tesoro.
Rinvenuta nel 1922 dall'archeologo Howard Carter, la KV62 (King Valley 62) è a tuttora la scoperta da eguagliare nel campo della ricerca archeologica di edifici del passato.
Nonostante le sue modestissime dimensioni però, gli interni, gli affreschi sulle pareti che ci mostrano il celebre rito di "apertura della bocca" e la struttura stessa della tomba si presentano a distanza di oltre tre millenni in ottime condizioni al punto da rappresentare il luogo di studio egittologico ideale.
Insomma, per gli amanti dell'archeologia rimane, nonostante le dimensioni, un piccolo scrigno di sapere antico ingegneristico, culturale e religioso.
Recentemente la tomba è tornata a far parlare di sé a seguito della teoria (semplificata nella planimetria sottostante) secondo la quale essa non sarebbe che parte di una struttura ben più grande, celata dietro a finte pareti (non sarebbe il primo caso in Egitto) che custodirebbe le spoglie di una figura assai più rilevante e storicamente potente: la sua matrigna e "rivale" politica Nefertiti.
Tuttavia ogni studio per confermare tale tesi è stato a oggi infruttuoso, ma per questa ragione durante la mia visita nella valle ho deciso di pagare un piccolo extra e addentrarmi nella tomba.
Essendo io un grande amante della figura della regina Nefertiti, a cui ho anche dedicato alcuni libri, non potevo farmi sfuggire l'occasione di varcare la soglia di un luogo che forse un giorno potrebbe cambiare nome in "tomba di Nefertiti", in caso contrario avrò comunque visitato quella che nonostante le dimensioni è la sepoltura più famosa del mondo.
In realtà nel XX secolo un'altra grande tomba inviolata venne riportata alla luce, parliamo della tomba del cosiddetto "faraone d'argento" Psusennes.
Il soprannome è dovuto al fatto che, a differenza di Tutankhamon, questo faraone venne tumulato con gran parte del corredo funerario in argento, materiale che nell'Antico Egitto valeva molto più dell'oro.
Per quale ragione allora questa scoperta non suscitò il medesimo scalpore di quella di Carter?
La motivazione è da ricercare nel quadro geopolitico della scoperta, ovvero nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, quando l'attenzione del mondo era naturalmente orientata verso altro.
In realtà, quindi, la scoperta della tomba di Tutankhamon sarebbe già stata eguagliata, ma per ragioni turistiche e commerciali nessuno ne parla.
La tomba di Tutankhamon, unica per ora a contenere ancora la mummia al suo interno, rimane tuttavia una tappa obbligata per studiosi e amanti dell'egittologia, un luogo che ci racconta la storia di un bambino diventato sovrano in giovanissima età con il nome Tutankhaton ma che, dopo un ventennio di enoteismo, ripristinò i culti antichi mutando il proprio nome in ossequio al Dio Amon e successivamente deceduto giovane per cause non ancora del tutto chiarite.
Insomma, nonostante tutto Tutankhamon esercita su tutti noi un fascino magnetico che ci porta a vederlo quasi come il simbolo incarnato dell'Antico Egitto.








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