Scoperta nel 1904 dall'archeologo italiano Ernesto Schiaparelli (ex direttore del Museo Egizio di Torino), la tomba del principe Amonherkhepshef (o Amonchopeshfu) figlio del faraone Ramses III è, tra tutte le tombe sotterranee di diverse civiltà visitate in vita mia, quella che più mi ha colpito.
Morto a soli 15 anni, il principe Amonherkhepshef venne sepolto nella Valle delle Regine in quanto non ancora re e la sua tomba è catalogata con la sigla QV55 (Queen Valley 55).Costruita durante la XX dinastia, su alcune pareti della camera di sepoltura sono stati trascritti alcuni capitoli del Libro dei Morti.
Nella tomba sono stati ritrovati anche un sarcofago incompiuto di granito e una cassetta rosa in legno contenente un feto avvolto in bende di lino, probabilmente un altro figlio di Ramses III.
Ciò che più colpisce della tomba sono gli affreschi sui muri.
Ovunque vi sono raffigurazioni del faraone che di volta in volta presenta il principe alle varie divinità, prima di salutarlo quando questi viene condotto a bordo della barca divina nei Campi dei Giunchi.
Una tomba capace di trasmettere a ogni immagine voluta dal faraone tutto il dolore di un padre per la perdita prematura del figlio.
È sicuramente una delle tombe più belle e umanamente significative di tutto l'Egitto, conservata in perfette condizioni e, a differenza di altre, con coperture in vetro a protezione delle pareti affrescate.
Una piccola curiosità riguarda il cartello d'ingresso della tomba, scritto in italiano in onore del suo scopritore.






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