Quando si parla di città fondate dagli Argeadi la mente corre subito ad Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro il Grande, e alla moltitudine di altre Alessandrie (oggi non più tali) da lui fatte edificare dal Mediterraneo ai confini con l'India.
Tuttavia anche suo padre, il Grande Filippo II, l'unificatore dell'Ellade fondò una grande città a cui diede il suo nome.
Conosciuta principalmente per la battaglia lì svoltasi nel 42 a.C. tra le forze congiunte di Marco Antonio e Ottaviano al tempo in cui erano ancora alleati e l'esercito guidato dai cesaricidi Bruto e Cassio, non tutti sanno che la città di Filippi è stata creata tre secoli prima proprio da Filippo II per essere la seconda città più importante del regno di Macedonia nonché zecca nella quale veniva coniata moneta.
In realtà la città nacque su un piccolo insediamento pre esistente chiamato Crenides, a sua volta una colonia fondata dagli abitanti di Taso, a cui il re diede il proprio nome dopo averla difesa dall'ennesima incursione dei vicini Traci e avviò cantieri per trasformarla in una grande metropoli.
Ho esplorato le antiche rovine di Filippi percorrendone tutte le vie, visitandone i resti dei templi, delle abitazioni, delle piazze e del teatro.
In alcuni luoghi si stagliano maestosi ancora oggi monumenti o statue dell'epoca.
Filippi ebbe notevole importanza anche in epoca cristiana pertanto non è raro imbattersi, durante l'esplorazione, nei resti di antiche chiese erette a loro volta su precedenti templi pagani.
Mentre attraversavo le ampie strade di pietra di quella città in rovina ho attivato il mio "superpotere", quello di cui già una volta ho parlato in questo sito ovvero la capacità, guardando delle rovine, di ricostruire nella mia mente l'aspetto originario del luogo.
Ho così immaginato di camminare tra alti e maestosi edifici bianco marmo adornati da magnifici colori e mosaici, percorrendo viali colonnati e passeggiando tra le strade di una metropoli d'epoca brulicante di vita.
Transitando nei pressi del tempio ho "assistito" ad una cerimonia religiosa, ho "visto" i mercanti ai lati delle strade vendere pregiate spezie provenienti dall'Oriente e per poco non venivo investito da un messaggero a cavallo che accorreva per annunciare la vittoria del re a Cheronea contro l'alleanza di città-Stato che si erano unite per rovesciare il dominio macedone.
Tutto è avvenuto nella mia mente, mentre percorrevo ogni via di quella importante città, per poi tornare alla realtà in uno scenario desolato, silenzioso e polveroso e come ogni volta mi si è spaccato il cuore al vedere come alcuni luoghi in passato gloriosi oggi siano cumuli di pietre.
Questo è ciò che avviene nella mia testa quando mi trovo in un luogo simile e non baratterei questa capacità d'immaginazione nemmeno per tutto l'oro del mondo, perché è ciò che mi permette di empatizzare con il passato.
Tornando ai giorni nostri, a differenza di altri luoghi aperti a tutti a Filippi è possibile accedere previo acquisto del biglietto d'ingresso e con una maggiorazione visitare anche il vicino museo che contiene ogni sorta di reperto trovato nel sito archeologico durante le varie campagne di scavo.
A questa città è legato il popolare detto "ci rivedremo a Filippi", una frase ripresa anche da William Shakespeare in riferimento alla battaglia romana sopra citata e che in una diatriba o contesa vuole significare: "ci rivedremo alla resa dei conti".
Come riportato dal sito Punto Grecia:
"Filippi è oggi il più importante sito archeologico della Macedonia orientale, inserito tra i patrimoni UNESCO, un perfetto incrocio di culture e civiltà, teatro di una delle più decisive battaglie dell’antichità e luogo emblematico per l’affermarsi del cristianesimo sul suolo europeo, Filippi vide passare per le sue strade re macedoni, politici, condottieri, soldati romani e uno dei più importanti apostoli".











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