Benvenuti sul mio sito!




Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

lunedì 16 febbraio 2026

L'antica Cittadella pisana





Storia della Cittadella: 


In epoca medievale la città di Pisa emerse dalle tenebre della Storia imponendosi in tutto il bacino del Mediterraneo come una delle più potenti Repubbliche Marinare. 

Fondò colonie commerciali su tre continenti e riportò ovunque innumerevoli vittorie in battaglie navali. 

Con il suo cantiere navale e il suo porto fluviale sull'Arno, la Repubblica di Pisa dominò i mari come altre importanti città che invece sul mare sorgevano non riuscivano a fare. 

A partire dal 1261 l'area dove sorgevano i cantieri navali venne fortificata con una serie di costruzioni a ridosso dell'Arno. 






Nel 1290 venne innalzata la torre a protezione della strada che conduceva sul luogo che da lì in avanti sarebbe stato conosciuto come Cittadella. 

Successivamente vennero innalzate altre tre torri. 

La Torre Ghibellina, chiamata così in quanto costruita con materiale proveniente da edifici appartenenti a famiglie di parte guelfa. 

Successivamente, venendo demolita, fu ricostruita col nome di Torre Guelfa, stavolta utilizzando materiale proveniente da edifici di famiglie di parte ghibellina.

La Torre di Sant'Agnese, nell'angolo nord-est, risalente al 1400 nonché la più antica rimasta. 

Nell'angolo nord-ovest la torre, forse chiamata del Canto, venne trasformata in un bastione intitolato a San Giorgio mentre nell'angolo sud-ovest vi sono i ruderi di un'altra torre che, probabilmente, era simile alla Torre Guelfa. Alcune fonti la indicano come Torre del Leone.

Nel 1944 tutta l'area venne gravemente colpita dai bombardamenti da parte degli Alleati della Seconda Guerra Mondiale: gli edifici della cittadella furono completamente danneggiati dai bombardamenti ad eccezione degli arsenali repubblicani dove crollò solo la copertura. 

La torre fu minata dai tedeschi in ritirata nel Luglio del 1944 e solo nel 1956 venne ricostruita.

Oggi la Torre Guelfa è sporadicamente aperta al pubblico e da lì si gode una splendida vista della città.

Attraversando il ponte e giungendo sulla sponda opposta del fiume, altre costruzioni medievali resistono possenti allo scorrere dei secoli e degli eventi. 






Ne è esempio il Bastione Stampace, risalente all'epoca repubblicana ed eretto come baluardo per contrastare gli assalti via terra dei fiorentini.

La fortificazione cadde, e venne ricostruita, per ben due volte nel corso dei successivi tre secoli e fu proprio sotto il dominio fiorentino che infine emerse vincitore che l'area venne ulteriormente rafforzata con nuove costruzioni. 

Altra costruzione, da poco restaurata, è il cosiddetto "Sostegno", importante parte delle antiche Cateratte fluviali. 





Tornando sul versante precedente dell'Arno, a poca distanza dai cantieri navali Medicei di epoca fiorentina già trattati in un precedente articolo visionabile cliccando QUI, sono visibili ancora oggi i cantieri di epoca repubblicana detti Arsenali Repubblicani.

Qui risiedeva la vera forza che permise alla Repubblica di Pisa di imporsi nel Mediterraneo per secoli. 




Oltre i soliti itinerari:


L'antica Cittadella pisana e le fortificazioni oltre l'Arno sono una finestra sul passato più glorioso di Pisa, un retaggio che i pisani raccolsero da quella lontana epoca romana in cui pure era una potenza navale e di cui restano testimonianze proprio qui, all'interno del Museo delle Navi Antiche. 

Una fulgida eredità che la Pisa medievale seppe far sua e portare oltre ogni più rosea aspettativa, arrivando addirittura a far esclamare a San Bernardo di Chiaravalle la celebre frase Pisa altera Roma, Pisa seconda Roma.

Alla medesima epoca, se non ancora più antichi di 100/200 anni, risalgono i monumenti della celebre Piazza dei Miracoli oggi meta turistica principale della città, ma è allontanandosi leggermente (circa 20 minuti a piedi) dagli itinerari tradizionali che è possibile immergersi in un luogo dallo stile architettonico molto diverso.

Quello che fu il cuore pulsante della potenza di Pisa, l'antica Cittadella repubblicana, il luogo dove venivano create e da cui salpavano possenti imbarcazioni dirette in ogni terra, dalla Corsica alla Sardegna, la Spagna, l'Africa o il Medio Oriente. Navi mercantili e navi da guerra, tutto iniziava in questo luogo. Da qui Pisa dominava il Mediterraneo. 

venerdì 13 febbraio 2026

La Reggia di Versailles




Premessa:

Questo non sarà breve come articolo considerando il luogo che andrò a trattare.

Ho visitato la reggia di Versailles alcuni giorni fa e ciò di cui si parla è un castello con migliaia di stanze (non tutte visitabili dai turisti) che non solo è intriso di eventi storici importantissimi per la Francia e che andrò a sintetizzare focalizzandomi unicamente sulla Storia della costruzione della reggia, ma è oltretutto ricchissimo di cose da vedere tra arte, monumenti, sculture, stanze fastose, immensi spazi aperti, architettura e molto altro.
Pertanto mettetevi comodi prima di continuare la lettura di questo articolo.


Brevi accenni storici:

Versailles è documentato come villaggio già nel Medioevo.
Il primo documento che ne fa menzione risale infatti al 1038.
Tuttavia per la costruzione del primo nucleo della reggia bisogna attendere il 1623 quando Luigi XIII commissionò l'edificazione di un padiglione di caccia sul posto.
Nel 1631 il re di Francia decise di avvalersi di quella prima costruzione e renderla un piccolo castello.
Il vero ingrandimento dell'edificio ebbe però inizio nel 1662 per volere di Luigi XIV di Borbone, meglio conosciuto come Re Sole, uno dei più importanti e influenti sovrani di tutta la Storia francese.
Fu lui a pianificare per primo di trasformare la precedente fortezza in una grandiosa residenza nobiliare che, nelle sue intenzioni, non avrebbe dovuto avere eguali in tutta Europa.
Nel 1665 vennero collocate le prime statue nel parco e nel 1683 fu costruito il muro di cinta dello stesso lungo decine di km.
Nel 1685 ben 36.000 operai, architetti, scultori e artisti lavorarono attivamente 11 ore al giorno per anni al fine di realizzare il sogno del re di una reggia senza pari.
Da lì a breve il castello divenne ufficialmente la sede del governo nonché residenza della famiglia reale.
Sebbene Napoleone Bonaparte in seguito non si mostrò interessato alla reggia, Napoleone III la utilizzò invece per le sue fastose cerimonie facendola tornare nell'orbita dei regnanti francesi seppur di un'altra casata.
Col tempo gli ambienti interni sono stati ulteriormente arricchiti con opere artistiche dedicate anche ai secoli successivi della Storia francese fino a renderla ciò che è oggi, un vero e proprio museo che racconta circa 300 anni di eventi che hanno riguardato la Francia.
Ma, detto in cifre, di che cosa stiamo parlando esattamente?
Scopriamolo insieme.












La reggia in numeri:

Solo il parco della reggia copre una superficie di ben 815 ettari e al suo interno vi era un tempo anche un labirinto con 39 fontane, in seguito abbattuto per fare spazio a 9 boschi composti da oltre 200.000 alberi, 55 stagni, gigantesche vasche d'acqua, 2.400 fontane e diverse grotte, oltre a un canale navigabile per piccole imbarcazioni.
La reggia copre 67.121 m² di cui 50.000 aperti al pubblico.
Possiede 67 rampe di scale, 352 camini, un teatro, una cappella e 372 sculture collocate sia internamente che nel parco.
Risaltano in particolare gli 84 busti che decorano le nicchie sopra le balconate, in particolare quelli di figure antiche come Curio, Demetrio, Giulio Cesare, Augusto, Marco Antonio, Tito, Alessandro Severo, Costantino, Alessandro Magno e tantissimi altri.
Molti di questi sono originali di migliaia di anni fa, altri invece sono copie perfette di originali conservati altrove.












Possiede 2.300 stanze tra le quali le più degne di nota sono la Sala degli Specchi, la Sala della Guerra, la Sala della Pace, la Sala dell'Abbondanza, il Salone d'Ercole, il Salone di Venere, la Sala di Apollo, la Sala di Mercurio e naturalmente gli appartamenti riservati al re e quelli adibiti per la regina.
Questi numeri, che potrebbero apparire esagerati, sono riscontrabili insieme a molti altri sul sito web ufficiale della reggia.
Stiamo parlando di qualcosa che definire gigantesco è riduttivo e non rende l'idea.
Solo l'estensione in discesa del parco si perde a vista d'occhio pur osservandolo dall'alto e sarebbero necessari diversi giorni per esplorarlo in ogni anfratto.


Ciò che ho visto io:

Credo sia superfluo dire che, avendoci trascorso all'interno solo una manciata di ore, quanto da me visto e documentato con le foto qui allegate è meno del 50% di ciò che è possibile vedere di questa colossale e opulenta residenza reale.
E non sto tenendo conto del parco sul quale mi sono già espresso.
Una colossale statua del Re Sole vi accoglie dinnanzi al cancello dorato principale del castello.




Varcata la soglia, la cosa che più di tutte salta all'occhio e rimane nella memoria anche dopo aver visitato la reggia è sicuramente l'arte, moltissima arte.
Non c'è stanza che non abbia quadri o pareti affrescate che raccontano la gloriosa Storia della Francia, così come i momenti salienti della vita dei vari sovrani che si sono succeduti nel corso dei secoli, da importanti eventi storici a rivoluzioni, dai matrimoni agli editti pubblici fino alle moltissime battaglie combattute dai diversi re di Francia tra i quali i nomi già citati in questo articolo.
Nonostante Napoleone non fosse interessato alla reggia, moltissima arte è dedicata anche alle vicende che hanno interessato il celebre imperatore, collocate qui in epoca successiva.




Ma non solo rappresentazioni artistiche, anche un numero spropositato di sculture è disseminato ovunque.
Dal corridoio con le statue dei più importanti esponenti dei Borboni di Francia ai busti dedicati ai nomi sopra citati fino a statue che immortalano lo stesso Napoleone.
Ma non solo, tre sale meritano particolare attenzione.
Il Salone di Venere, dedicato all'omonima divinità romana, serviva come sala di ricevimento all'epoca di Luigi XIV e come uscita verso lo Scalone degli Ambasciatori.
Le decorazioni della stanza riprendono le linee dello stile romano con abbondanza di marmi ed ornamenti antichi come colonne ioniche, nicchie e bronzi dorati.
Proprio nella nicchia centrale del salone, al centro del muro a sud, si trova una statua raffigurante Luigi XIV come imperatore romano.
Il Salone della Guerra sul cui soffitto a cupola è rappresentata la personificazione della Francia vittoriosa in abiti da guerra mentre tra le lunette sottostanti si trova la Dea Bellona su di un carro tirato da due cavalli.
Agli angoli tra le lunette si trovano dei dipinti con lo stemma dei Borboni di Francia.
Le pareti sono decorate con marmi all'antica e bronzi dorati di trofei militari.
L'opera di maggior rilievo nella stanza è però rappresentata sul muro ad est da un bassorilievo in marmo bianco che rappresenta Luigi XIV a cavallo.
La Sala degli Specchi, grandioso insieme di saloni ad essa connessi atti a illustrare tutto il potere e la ricchezza del monarca assolutista Luigi XIV.
Collocata nel corpo centrale del complesso, le sue finestre danno verso i giardini della reggia.
Detta anche Galleria degli Specchi, è stata luogo di importanti eventi storici tra cui la proclamazione dell'impero tedesco e la firma del trattato di Versailles.













La reggia ospita, inoltre, in diverse stanze sarcofagi in marmo, statue dedicate alle antiche divinità romane e molto altro che sarebbe impossibile descrivere in un solo articolo.
Essendo stata una residenza reale è naturalmente presente mobilia dal valore inestimabile così come opulente stanze da letto, librerie, studi privati e tanto, tanto altro ancora.
Ogni cosa all'interno e all'esterno della reggia emana potere, ricchezza, gloria e Storia della dinastia dei Borboni di Francia e non solo loro.
La reggia è un vero e proprio inno alla regalità.



Conclusione:

Poiché aperta al pubblico (seppur non tutta), la reggia di Versailles è una visita a dir poco obbligata non solo per chiunque ami la Storia, ma anche per gli appassionati d'arte come quelli dediti all'architettura che desiderano ammirare il barocco francese nella sua massima espressione o anche solo che si trovano a transitare nel comune di Versailles.
È una di quelle esperienze obbligate almeno una volta nella vita e persino io, che salvo alcune eccezioni sono maggiormente attratto da periodi ben più antichi della Storia ammettendo invece di conoscere assai poco il periodo storico a cui appartiene la reggia, ne sono rimasto colpito.
Per me è stato come visitare un gigantesco museo sulla Storia francese.
Ho lasciato Versailles soddisfatto, leggermente più acculturato riguardo il periodo storico in questione e con un bel po' di materiale fotografico utile per la stesura dell'articolo che avete appena letto.












Ciò di cui mi rammarico è il non aver potuto visitare a dovere il parco oltre a quel poco qui mostrato dal momento che da lì a breve avrei avuto il volo di ritorno per rientrare in Italia, poiché sono convinto che mi avrebbe regalato enormi soddisfazioni, ma chissà che in futuro non abbia occasione di rimediare a una simile negligenza.
Per il momento dunque è tutto e chiudo invitandovi, se non l'avete già vista, a mettere la reggia tra le vostre mete culturali.

sabato 7 febbraio 2026

Nel sottosuolo di Parigi




Oggi vi porto nel sottosuolo di una delle più grandi e importanti città d'Europa, alla scoperta dei resti di quella che era la città antica edificata oltre due millenni fa.

Un passato antichissimo sepolto sotto metri di manto stradale e sotto una grande piazza ben nota a tutti.
Continuate a leggere per saperne di più!



Panoramica storica:

Correva il 53 a.C. quando un luogotenente di Giulio Cesare di nome Tito Labieno sconfisse la tribù celtica dei Parisi uccidendo il loro capo Camulogeno e occupando il loro piccolo villaggio chiamato Lutezia.
Qui i romani vi si insediarono iniziando a fortificare l'area stabilendovi un contingente che potesse mantenere la pace in quella regione della Gallia.
Nacque così Lutetia Parisiorum, l'antenata dell'attuale Parigi, generata dall'unione tra l'urbanistica dei conquistatori e le tradizioni di quei conquistati che accettarono di romanizzarsi.
Il sito sorse in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali e le popolazioni locali furono avvantaggiate dall'espansione economica portata dai romani.
Lutetia si sviluppò fino a divenire una vera e propria città (in particolare lungo la rive della Senna) e si dotò delle strutture essenziali per essere degna di questo nome: il foro, le terme, l'anfiteatro e il teatro.
Nel III secolo l'isola sulla quale si trova il sito di cui andremo a parlare era pienamente sviluppata.
Resti di vaste e lussuose abitazioni e basi di colonne ancora intatte ne sono testimonianza.
Dalla metà del III secolo fino al V secolo d.C., Lutezia Parisiorum, minacciata dalle prime incursioni germaniche, divenne un sito strategico per la difesa dell'Impero Romano contro i barbari.
Ma cosa è rimasto oggi dell'antica e prospera città gallo-romana?
In verità non molto, ma se si sa dove cercare è possibile trovare tracce di un passato millenario e continuativo che poche città al mondo possono vantare.
Per trovare queste impronte del passato però è necessario lasciare la superficie e immergersi nel sottosuolo di Parigi.
Tutta la città vanta, sotto di essa, km di gallerie, catacombe, resti del suo passato medievale o antico.
Ed è proprio qui, sotto il sagrato della celebre cattedrale di Notre-Dame, che si trova il sito archeologico antico più importante della città nonché la traccia più tangibile del passato sopra descritto: la Crypte Archéologique.
Da buon esploratore archeologico mi sono recato sul posto tre giorni fa, per descrivervi il luogo e ciò che in esso è presente.
Questo articolo è dunque rivolto a quella frangia dei miei utenti che amano in particolar modo l'archeologia e le rovine del passato antico (che come già scrissi è anche la mia prima passione).
Caliamoci dunque nel sottosuolo della moderna Parigi per scoprire cosa resta della città antica.




I resti della Parigi antica:

Percorsa la scalinata che conduce sotto terra, la prima cosa che attira l'attenzione sono i resti dell'antica cinta muraria di epoca romana risalente a oltre 2070 anni fa.
Alla stessa epoca appartiene l'edificio termale dei bagni pubblici il cui sistema di riscaldamento dell'acqua "a pavimento" è ancora ben visibile per chi sa distinguerlo.




Poco più distante si trova invece parte della banchina dell'antico porto fluviale cittadino utilizzato in epoca romana per i commerci.
Se ne deduce quindi che sia le terme che il porto sorgessero nelle immediate vicinanze delle mura, dunque ai limiti di quello che doveva essere il perimetro di confine dell'antica Parigi.






Su scala più grande e vista la conformazione del territorio è dunque possibile farsi una fugace idea di quelle che dovevano essere le dimensioni della città dell'epoca.
E fin qui è possibile vedere con i propri occhi ciò che resta del passato descritto a inizio articolo.
Ma la vera meraviglia una volta scesi nel sottosuolo è scoprire come il sito custodisca non solo rovine dell'Evo Antico, ma anche del Medioevo e non solo.
Oltre alle fondamenta di una cappella è possibile vedere con i propri occhi anche basamenti medievali di diverse abitazioni o edifici non più esistenti.





Continuando l'esplorazione ci si imbatte nelle fondamenta dell'ospedale/orfanotrofio fondato nel 1638 e a seguire si possono scorgere le tracce delle fognature del XIX secolo.
E i Galli dove sono?
Ci sono eccome, con i diversi ritrovamenti di statuette votive e volti di divinità celtiche qui riemersi durante gli scavi e sempre qui esposti nelle apposite vetrine.
Nelle stesse sono presenti un gran numero di altri manufatti di ogni epoca, da punte di lancia a spade antiche fino a frammenti di armamenti più moderni.










Ma se ancora non vi basta, sappiate che qui troverete addirittura i resti ossei di un Mammut rinvenuti nell'area parigina.
Avete capito bene, sto parlando proprio di quella specie di elefante peloso estinto circa 4000 anni fa.
Nel sito dunque sono presenti resti archeologici
che dalla preistoria arrivano fino a pochi secoli fa, scoperti durante gli scavi effettuati dal 1965 al 1970.





Il sito si estende per circa 120 metri, non molto in realtà ma quanto basta per regalare al visitatore una finestra sul passato, sulle varie fasi evolutive di Parigi ma soprattutto sull'antica Lutetia Parisiorum, fiore all'occhiello della fusione tra due grandi popoli.
Il luogo è di importanza fondamentale inoltre per l'aver dato conferma archeologica sull'origine gallo-romana della città.
Come già spiegato in un precedente articolo dedicato ad un'altra città infatti, non basta la sola storiografia per accertare l'origine di un luogo, ma occorre SEMPRE anche il riscontro archeologico senza il quale le fonti scritte potrebbero essere in errore (esempio di ciò è la fondazione di Pisa in Toscana, accreditata dai maggiori storici e fonti del passato come colonia greca ma smentita dai ritrovamenti archeologici).
Il sito in questione è dunque la conferma di quanto tramandato dalle fonti circa l'origine di Parigi.
L'ubicazione del sito archeologico al di sotto del sagrato di una chiesa qualifica lo stesso come cripta (da cui il nome).




Concludo l'articolo con una curiosità legata ai blocchi di pietra più grandi presenti nei resti delle costruzioni del sito, i quali si sono rivelati essere materiali di reimpiego provenienti da quella che era la necropoli cittadina.
Una sezione di città costruita utilizzando frammenti di antiche tombe.


Conclusione:

La Crypte Archéologique è una visita consigliata agli amanti della Storia antica e dell'archeologia, un sito pienamente valorizzato e ben custodito che ci narra di una popolazione romanizzata e che si spera possa rivelarci ancora qualche curiosità sulla Parigi antica.
Tornando in superficie, pur non amando i luoghi di culto cristiani, vi consiglio di completare l'esplorazione con una visita alla cattedrale di Notre-Dame non solo per la sua Storia medievale ma anche per comprendere il significato dell'area che, già in tempi
antichi, ospitava un tempio romano voluto da Giulio Cesare dedicato a Giove.
Il luogo preserva dunque anche una funzione religiosa che perdura da millenni.
Non è la prima volta che metto piede a Parigi, ma è sicuramente la prima volta che vado a investigare tanto a ritroso nel suo passato, addirittura fino alla sua fondazione.
I complimenti più sinceri vanno ai francesi per il modo eccelso con cui il luogo è valorizzato e preservato, qualcosa da cui l'Italia (il Paese con più siti archeologici al mondo di cui ben 61 riconosciuti patrimoni UNESCO) ahimè dovrebbe imparare.
E dopo questo excursus nelle profondità più antiche della città era arrivato il momento per me di andare a gustarmi qualche piatto locale e a seguire recarmi in un luogo decisamente più vicino a noi ma che vanta pur sempre centinaia di anni alle spalle: la tomba di Napoleone Bonaparte, già documentata nel precedente articolo e sul mio canale TikTok con un video girato all'interno della camera sepolcrale.
Per quel giorno ero pago di antichità, era arrivato il momento di fare un grande salto in avanti nella linea temporale della Storia francese, soddisfatto della piccola avventura vissuta tra le fondamenta di una delle città più grandi d'Europa.
Chi mi conosce sa bene che non sono un grande amante delle caotiche metropoli, ma quando sotto una di esse si cela la Storia più antica di un popolo allora per me quel luogo merita una visita e la Crypte Archéologique per quanto piccolo come sito ha soddisfatto le mie aspettative per ciò che rappresenta: il passato più antico di Parigi.