Risalente all'Antico Regno, il tempio a Edfu edificato in onore di Horus fu restaurato durante il Nuovo Regno nella XVIII dinastia da Thutmosi III e successivamente inglobato in una nuova ricostruzione durante la dinastia Tolemaica, le cui antiche vestigia sono quelle tuttora visibili.
Nel 1860 venne liberato dalle sabbie che lo seppellivano quasi completamente rivelando la sua ottima conservazione sia dell'edificio che delle varie statue colossali di falchi in granito nero recanti la doppia corona dell'Alto e Basso Egitto.
Il tempio è decorato con affreschi che inneggiano la nascita di Horus e la sua successiva vittoria contro le potenze del caos rappresentate da Seth, Dio dei deserti e usurpatore del trono delle divinità dopo l'assassinio del fratello Osiride.
Numerosi altri affreschi e incisioni raffigurano la processione delle barche solari, la "Festa annuale di Opet", la posa della prima pietra del tempio, le personificazioni dei nomoi e lo splendido decoro astrale delle barche del Sole e della Luna con quattordici divinità simboleggianti le fasi di luna calante.
Si tratta del secondo tempio più esteso d'Egitto dopo quello di Karnak, capace di coprire quasi settemila metri quadrati.
Nel settembre 2024 sono stati terminati i lavori di ripristino delle antiche tonalità di rosso e blu che lo animavano.









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