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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

lunedì 22 settembre 2025

Il tempio di Karnak



A Luxor, sulla riva destra del Nilo, si staglia imponente e maestoso il più importante complesso templare dell'Antico Egitto, il tempio di Karnak.

Dalla XII alla XXX dinastia Reale, in un arco di oltre 1600 anni, ogni re o faraone ha lasciato la propria traccia nel tempio apportando modifiche, talvolta sfruttando le preesistenti costruzioni come cave di materiale o "usurpandole" a proprio nome.









L'intero complesso nasce come luogo di culto centrale dedicato al Dio Amon, patrono di Luxor (anticamente chiamata Tebe) nonché divinità principale di tutto l'Egitto.
Nel corso di oltre un millennio e mezzo tuttavia, all'interno dell'area sono state edificate cappelle e tempietti minori dedicati a diverse altre divinità, al fine di rendere Karnak il centro amministrativo e teologico di tutti i culti Egizi.
Per avere idea delle enormi dimensioni del complesso templare di Amon oggi, si consideri che esso misura m. 400 x 600 circa, per un'area complessiva di circa 300.000 m².
Ogni faraone che ascendeva al trono veniva qui incoronato e otteneva la benedizione dei sacerdoti per regnare.
Ogni faraone appena incoronato forniva il proprio contributo all'ampliamento del tempio, ordinando la costruzione di nuove stanze, obelischi, statue o cappelle dedicate al culto della propria divinità tutelare.












Ramses II fu colui che più d'ogni altro contribuì all'abbellimento del tempio facendovi costruire statue di sé stesso in posizione osiriana, seduto sul trono o in marcia da guerra e diversi nuovi ambienti tanto che circa il 40% dell'intero complesso venne edificato da zero sotto al suo lungo regno.
Il tempio di Karnak toglie letteralmente il fiato per maestosità, imponenza delle colonne, altezza, estensione perimetrale, lunghezza del viale delle sfingi e bellezza degli affreschi ormai quasi completamente scoloriti ma sempre ineguagliabili.
Da questo luogo il clero di Amon controllava tutti i culti di un Paese la cui spiritualità era alla base della vita quotidiana dei suoi abitanti.
Karnak è un luogo talmente evocativo che è capace di offuscare cento e ancora cento volte il fascino delle piramidi di Giza, che a confronto non sono che strutture spoglie e fredde.
L'Egitto è bello tutto, ma come dico sempre se si vuole ammirare la vera gloria passata di questo popolo bisogna recarsi nella parte meridionale del Paese, e già Karnak da solo è capace di togliere il fiato.
Questo perché con l'avvento del Nuovo Regno, considerata l'epoca d'oro e di massimo splendore dell'Antico Egitto, era proprio questo il luogo in cui sorgeva la capitale.

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