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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

sabato 29 novembre 2025

Il teatro di Epidauro


Il Teatro di Epidauro è un antico teatro nell'omonima città greca nel Peloponneso ed è considerato il miglior teatro greco antico pervenutoci, soprattutto per quanto riguarda l'estetica e l'acustica ineguagliata da nessun altro teatro antico.

Costruito nel 360 a.C., il teatro aveva una capienza massima di circa 15.000 persone e ospitava musica, canti e giochi drammatici.
Oggi il teatro attira un grande numero di visitatori ed è utilizzato come scenario per rievocazioni storiche e drammi teatrali antichi.
Il primo scavo sistematico del teatro iniziò nel 1881 dalla Società Archeologica, sotto la direzione dell'archeologo Panayis Kavvadias e conservato in ottime condizioni grazie ai restauri di P. Kavvadias (1907), di A. Orlandos (1954-1963) e del Comitato di conservazione dei monumenti di Epidauro (Dal 1988 al 2016).
Con il lavoro svolto, il teatro è stato interamente recuperato, con la sola eccezione del palcoscenico, nella sua forma originale.



Nella mia vita da esploratore archeologico ho avuto modo di visitare innumerevoli teatri antichi, sia greci che romani, e devo riconoscere che il sito di Epidauro mi ha colpito dapprima per le dimensioni, subito dopo per l'incredibile perfezione dello stato di conservazione e per finire per l'acustica incredibile che possiede.
C'è un punto preciso laddove un tempo doveva trovarsi il palcoscenico, evidenziato da una piastrella di aspetto diverso dalle altre dove, posizionandosi su di essa ed emettendo suoni vocali, rende bene l'idea di ciò che intendo.
La voce si propaga in tutto il teatro come se vi fossero delle moderne casse audio nascoste da qualche parte, in realtà è solo il frutto dell'inarrivabile ingegno greco.
Qualcosa che, in altri teatri antichi, non avviene. 



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