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Mi chiamo Yvan Argeadi, scrittore di diversi generi ma prevalentemente storici ( racconti brevi, romanzi e saggi ), esploratore archeologico, membro del GAP ( Gruppo Archeologico Pisano ).

Ho un attestato di studio in archeologia. 

Giro l'Italia e il mondo esplorando luoghi del passato e documentandoli sui miei canali social. 

In Toscana prendo parte sul campo alle attività archeologiche del gruppo cui faccio parte.

Sono nato nel 1987 a Torino ma orgogliosamente da famiglia tarantina e attualmente vivo in Toscana. 

Con questo sito web vi porto nei luoghi che esploro, per questo è in costante aggiornamento. 

Non tutti i luoghi che documento sono aperti al pubblico, tuttavia la maggior parte di essi sì, quindi seguitemi e potreste trovare spunti per i vostri prossimi viaggi culturali nel nostro Paese o fuori dai suoi confini. 

giovedì 4 dicembre 2025

Dieci metri sotto terra


Risalente al I secolo d.C., la cisterna sotterranea romana di Volterra (talvolta chiamata impropriamente "piscina") raccoglieva l’acqua piovana che vi affluiva per mezzo di una serie di condutture poste sulla sommità delle pareti.

Un’apertura sul lato nord doveva probabilmente servire a portare l'acqua ad una fontana costruita in un luogo imprecisato, forse nei pressi del foro cittadino, che si trovava più in basso.
La costruzione romana serviva quindi da deposito per l’acqua potabile ad uso della popolazione.
La volta è sostenuta da sei pilastri creati con resistenti pietre quadrate e il pavimento è di solido calcestruzzo.
L’edificio sotterraneo è nel suo complesso di forma quadrilatera di 21 metri di lunghezza per 14 di larghezza e 9/10 metri di altezza.



L’imponenza di questa cisterna fa supporre che la sua costruzione dovesse avere costi piuttosto elevati.
Sicuramente l’iniziativa è legata ad un qualche tipo di intervento pubblico di recupero dell’intera area dell’Acropoli Etrusca, in quanto la grandezza della cisterna è tale che per riempirla completamente avrebbe necessitato degli scarichi delle grondaie di molti edifici dell'area.
La sua capacità permetteva di fornire acqua pulita a circa un migliaio di persone, cioè buona parte della popolazione di un singolo quartiere della Volterra di epoca romana.
Dalla fine del Cinquecento in poi diversi furono i progetti atti a riportare la cisterna all’antico uso, ma nessuno di questi ebbe successo.



Intorno ai primi del Settecento la cisterna era stata dimenticata e solo trent'anni più tardi fu riscoperta da Antonio Francesco Gori, il quale prima di calarsi in esplorazione al suo interno la riteneva essere una caverna sotterranea infestata di serpenti e altri animali pericolosi. 
Oggi questo luogo sotterraneo è visitabile previo biglietto d'ingresso e vi si discende all'interno tramite una scaletta a chiocciola che conduce nel punto più basso, a quasi dieci metri di profondità. 
L'eco della propria voce in questo luogo risuona in tutto l'ambiente contribuendo a creare un effetto suggestivo e rendendo il posto ancora più affascinante. 



Fonte informazioni: visitvaldicecina.com

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